20 Mag 2020

La giornata mondiale delle api

La giornata mondiale delle api

Il destino di questi splendidi animali, ormai non è più possibile ignorarlo, è strettamente legato al nostro.
Una delle maggiori sfide per l’umanità nel prossimo futuro è quella di riuscire a sfamare una popolazione mondiale in continua crescita e, mi auguro, con cibo sano e di qualità e questo non è affatto scontato.

api

Il ruolo delle api

Il ruolo delle api e degli insetti impollinatori è un ruolo chiave all’interno degli ecosistemi e irrinunciabile per la produzione di cibo di cui tutti ci nutriamo.

L’importanza è così elevata che è stata “misurata” anche in termini economici: ventidue miliardi di euro solo per l’Europa.

Eppure questi incredibili animali, con un’evoluzione alle spalle che al confronto la nostra è ridicola, stanno morendo a milioni e proprio a causa dei comportamenti sconsiderati dell’essere umano.

Perché stanno scomparendo?

Le api muoiono a causa di malattie infettive e infestive con le quali sono venute a contatto in seguito allo spostamento di persone, animali, piante e merci da un angolo all’altro del Pianeta, malattie con le quali non si sono evolute nei secoli e nei millenni e non sanno come difendersi.

E soprattutto muoiono a causa dei sistemi di produzione industriali e intensivi con i quali produciamo in massima parte il nostro cibo: l’ingente quantità di pesticidi e sostanze tossiche di ogni genere ormai indispensabili a sostenere un sistema agricolo fatto di monocolture e di semi geneticamente modificati, ne compromette la capacità di orientamento e ne provoca la morte.

Quello che ora sappiamo è che l’effetto delle sostanze tossiche, anche se singolarmente sotto i livelli che abbiamo stabilito come “sicuri”, si moltiplica in modo esponenziale negli organismi viventi, tutti, con conseguenze imprevedibili e gravissime.

Una puntata della trasmissione Indovina chi viene a cena? è dedicata proprio alle api, se l’avete persa potete vederla a questo link.

Gli ecosistemi sempre più compromessi stanno mettendo a rischio l’esistenza stessa di una specie enigmatica e affascinante, a cui l’austriaco Karl Von Frisch ha dedicato decenni di studi che gli sono valsi il premio Nobel.

Il mondo visto dalle api

Proprio a Von Frisch dobbiamo gran parte di quello che oggi sappiamo sulla percezione del mondo da parte delle api e sulla loro sofisticata comunicazione.

Io che non sono affatto dotata di senso dell’orientamento e ho passato l’adolescenza a studiare cartine (senza un grande risultato, lo ammetto, ma non ho lasciato che questo limite mi impedisse di andare dove volevo!) sono impressionata dal modo in cui questi esseri piccolissimi si spostano per chilometri ritrovando con precisione millimetrica casa loro.

Con quella che chiamiamo “danza” delle api comunicano l’esatta localizzazione di fonti di cibo o di acqua, proteggono la colonia e la regina a costo della loro vita, ma sono anche capaci di “colpi di stato” per spodestare la sovrana indiscussa, un individuo in grado di dare la vita ai fuchi (le api maschio) da uova non fecondate…

Una riflessione in più

Pensiamo a tutto questo e non solo al ruolo che hanno per la produzione del cibo quando scegliamo che prodotti insetticidi usare nelle nostre abitazioni, quali antiparassitari per gli animali con cui viviamo, quali erbicidi, anticrittogamici, fitofarmaci irrorare sui nostri giardini e orti.

Pensiamoci quando scegliamo la verdura e la frutta per noi e per le nostre famiglie: quale sistema stiamo aiutando?

Quello dell’agricoltura intensiva, fonte di morte degli ecosistemi e di sterminio delle api o quello biologico e locale, dei piccoli produttori, che rispetta gli equilibri e genera salute e vita?

La prossima volta che incontriamo un’ape non scacciamola infastiditi, non cerchiamo di ucciderla, non ci pungerà se non sarà costretta perché muore nel farlo.

Ringraziamola piuttosto per quello che fa anche per noi e mettiamo in atto comportamenti e azioni che come un domino ne promuovano l’esistenza, proteggendo queste creature sacre proteggiamo noi stessi.

Articoli correlati

Aiuto c’è un riccio in letargo!

Aiuto c’è un riccio in letargo!

Per il riccio europeo il letargo è una parte cruciale del ciclo di vita, come per molti altri animali.Durante i mesi invernali infatti questi piccoli mammiferi entrano in uno stato di sonno profondo.Per risparmiare energia e sopravvivere a...

Cinzia Ciarmatori

Cinzia Ciarmatori

Sono Cinzia Ciarmatori e ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo. Leggi di più