Antibiotici a rischio per gli animali. Che sta succedendo?

 In ARTICOLI, MEDICINA INTEGRATA

Dal 28 Gennaio 2022 alcuni antibiotici non potranno più essere utilizzati per la cura degli animali.
Rimarranno in commercio ovviamente, ma solo per una specie: Homo sapiens.
La Commissione Europea deciderà con quali criteri operare una scelta a Settembre. Ma si parla già di alcune molecole attualmente di uso molto comune in medicina veterinaria.
La mozione Hausling è stata votata lo scorso Luglio ed è passata, con il voto favorevole anche di tre europarlamentari italiane.
Cosa succederà?

Antibiotici a rischio per gli animali

Il 13 Luglio 2021 trentotto eurodeputati hanno dato il loro sostegno alla mozione del tedesco Martin Hausling, con la quale è stata respinta la proposta della Commissione Europea di tener conto delle esigenze di cura degli animali prima di vietare l’uso di determinati antibiotici.
Si parla di “indebite preoccupazioni di salute animale”, in un momento storico in cui il concetto di One Health assume sempre maggior rilevanza.
La mozione chiede anche di modificare il regolamento (UE) 2019/6 sui medicinali veterinari. E stabilisce particolari requisiti per consentire l’uso in deroga di farmaci riservati solo a uomini, donne e bambini. Si tratta di requisiti non semplici da soddisfare e dimostrare.

La mozione Hausling si poggia sulla convinzione che “l’uso di antimicrobici nei medicinali utilizzati negli animali accelera la comparsa e la diffusione di microrganismi resistenti e compromette l’efficacia del numero già limitato degli antimicrobici esistenti per il trattamento dell’uomo”. Un fenomeno comunemente noto come antibiotico resistenza.
In più, si considera che “la biomassa degli animali allevati per il cibo supera di gran lunga la biomassa dell’uomo”.

Antibiotico resistenza. Un problema noto da molto tempo.

In realtà più che di antibiotico resistenza, dovremmo parlare di antimicrobico resistenza. Perché non solo gli antibiotici stanno diventando sempre meno efficaci, ma anche antivirali, antifungini e antiparassitari.

I farmaci allopatici a disposizione sono sempre meno in grado di eliminare efficacemente gli agenti patogeni, a causa di molti fattori tra cui la capacità dei microrganismi di evolvere e l’uso sconsiderato e l’abuso di queste sostanze per decenni. E certamente non solo in medicina veterinaria.
Sono molecole impiegate in modo dissennato infatti anche in medicina umana e nell’agricoltura intensiva.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme anni fa, prevedendo una catastrofe entro il 2050 se non si interviene in modo efficace.
Per questo motivo ha individuato cinque gruppi di antimicrobici su trentacinque, definendoli di importanza critica per la nostra specie. Si tratta di cefalosporine di terza, quarta e quinta generazione, glicopeptidi, macrolidi e chetolidi, polimixine e chinoloni.
L’Agenzia Europea dei Medicinali ha proposto di verificare, prima di imporre un divieto, che quel determinato antimicrobico abbia una scarsa importanza per la salute degli animali. E che il rischio di resistenza che determina sia elevato e dimostrato, ma l’OMS non sembra intenzionata a considerare prioritario il ruolo delle singole molecole per la salute animale.

Antibiotici a rischio per gli animali preoccupazione “insolita”

Per Hausling sarebbe “very peculiar“, molto singolare, che la scelta di riservare l’uso di alcuni antibiotici alla nostra specie sia determinata dalla necessità di garantire la salute di tutte le altre.
Alle associazioni dei medici veterinari europei sembra piuttosto “molto singolare” non tenere in alcuna considerazione le conseguenze per milioni di animali (e per la salute pubblica).
In un tentativo peraltro maldestro e basato su convinzioni scientifiche superate di affrontare il complesso problema dell’antimicrobico resistenza.
Secondo i dati riportati da EFSA, EMA e ECDC l’uso di antibiotici negli allevamenti zootecnici in Europa è inferiore rispetto all’uso in medicina umana. Anche grazie alle misure adottate negli ultimi anni. Eppure la Federazione dei Medici Europei appoggia la mozione Hausling, scaricando il problema sulla veterinaria.

One Health non solo a parole

È ben noto come anche l’essere umano sia in grado di provocare la trasmissione di geni di resistenza. Insieme agli animali, alle acque reflue, ai liquami, ai suoli, agli scarichi fognari, ai terreni e alle falde acquifere in prossimità degli ospedali.
Animali (homo sapiens compreso ovviamente) e ambiente sono indissolubilmente legati.
Non è accettabile che la politica continui a compiere scelte miopi e scellerate che ricadono sulla salute e sul benessere di miliardi di individui, senza alcuna considerazione per un approccio sistemico e multifattoriale.
Come si può affrontare la questione dell’antimicrobico resistenza senza prendere seriamente in considerazione allevamento e agricoltura intensivi?
Come si può continuare a considerare la nostra come l’unica specie sul pianeta ad avere diritto alla cura, facendo pagare a tutte le altre, per l’ennesima volta, il prezzo dei nostri errori e delle nostre sconsideratezze?

Agli europarlamentari che saranno chiamati ad esprimersi nella riunione plenaria auspico la capacità di ricordare che gli animali sono esseri senzienti.
Individui con un universo emozionale, in grado di provare dolore e sofferenza.
Nessuna misura ci salverà, se non saremo in grado di includere gli altri animali e gli ecosistemi nei nostri piani a breve, medio e lungo termine.

La scienza medica non sarà più tale se non tornerà ad occuparsi con serietà di prevenzione, di benessere legato allo stile di vita, all’alimentazione, alle relazioni. Se non tornerà ad occuparsi di individui prima che di malattia.
Se non accetterà un’integrazione costruttiva e multidisciplinare dei saperi e delle conoscenze, sia per noi che per gli altri animali.

E senza mai dimenticare le piante, a cui dobbiamo la vita!

POST SCRIPTUM

Con una schiacciante maggioranza – 450 voti contrari, 204 a favore e 32 astenuti – la proposta di risoluzione che riservava l’uso di 4 classi di antibiotici esclusivamente agli esseri umani è stata respinta nella votazione del 15 Settembre 2021 alla Plenaria del Parlamento EU.
Un risultato ottenuto anche grazie alla mobilitazione di tutta la professione medico veterinaria europea che si è mossa compatta, coinvolgendo i famigliari di animali.
Il mio personale ringraziamento va ad ADMV, Associazione Donne Medico Veterinario. Le colleghe del direttivo in tempi rapidi e con grande impegno hanno aperto un dialogo con le politiche e i politici coinvolti, contribuendo al raggiungimento del risultato auspicato.

Foto di Dmitriy Ganin da Pexels

Post recenti
Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt
gioco-coniglila-medicina-veterinaria-che-vorrei