21 Ott 2021

PNEI in medicina veterinaria. Perché è così importante parlarne?

PNEI in Medicina Veterinaria, perché è così importante parlarne?

La Psico Neuro Endocrino Immunologia (PNEI) ha iniziato il suo cammino negli anni Trenta del Novecento, grazie alle ricerche sullo stress condotte da Hans Selye.
I suoi studi hanno rivoluzionato le conoscenze dell’epoca e dato avvio ad una disciplina scientifica di grande rilevanza.

Per la prima volta infatti è stato possibile dimostrare lo stretto legame tra sistemi e apparati che si pensavano distinti e separati. Psiche, sistema nervoso, endocrino e immunitario comunicano tra loro e si condizionano a vicenda, in risposta agli stimoli esterni ma anche interni agli organismi.

Le più grandi scoperte dell’endocrinologia, immunologia e neuroscienze convergono nella PNEI. Confermando quello che tradizioni di cura millenarie sapevano già: le emozioni condizionano il corpo (e viceversa!), sia per noi che per gli altri animali.

Come possiamo definire la PNEI?

PNEI è l’acronimo di Psico Neuro Endocrino Immunologia. È la scienza che studia le interazioni bidirezionali tra la psiche e altri sistemi biologici, in particolare quello neurologico, endocrino e immunitario.
Ecco perché è fondamentale parlare sempre più spesso di PNEI in medicina veterinaria.

Il sistema nervoso per secoli è stato considerato inaccessibile dal resto del corpo e identificato come una sorta di “centralina” in grado di regolare tutto il resto.
Oggi invece sappiamo che c’è uno scambio continuo di informazioni in entrambe le direzioni. Il sistema nervoso comunica con tutto il resto dell’organismo e viceversa, modulando ininterrottamente lo scenario interno in funzione degli stimoli esterni.

Un ruolo fondamentale è quello delle emozioni, intese come processi interiori indotti da stimoli esterni rilevanti per l’individuo.
Rabbia, paura, disgusto, felicità, sorpresa e tristezza, solo per citare quelle primarie, determinano precise risposte fisiologiche. Si accompagnano a sensazioni soggettive mediate dall’esperienza, comportamenti espressivi (postura, emissioni vocali, movimenti del corpo) e cambiamenti ormonali che a loro volta condizionano il sistema immunitario.

Ecco perché lo stress induce immunodepressione e ci rende più vulnerabili alle malattie!

La PNEI dunque cambia il modello di ricerca e l’interpretazione dei concetti di salute e malattia e spalanca la porta ad un approccio integrato alla cura. Intesa anche in termini di prevenzione.

PNEI in medicina veterinaria

Oggi consideriamo normale parlare di emozioni anche per gli animali. Eppure per molto tempo la scienza li ha considerati alla stregua di macchine governate unicamente dagli istinti.
Nonostante il saggio di Charles Darwin intitolato L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali sia del 1872 (anche se già Aristotele ne parlava), c’è voluto molto tempo perché il mondo accademico accettasse l’idea che la nostra non è l’unica specie in grado di provare emozioni.
E c’è ancora molto lavoro da fare!

Quello che è certo però è che le Neuroscienze ci dicono in modo inequivocabile che gli organismi complessi si sono evoluti proprio grazie alle emozioni, la paura in particolare.
Il corpo infatti si prepara all’azione quando percepisce una minaccia nell’ambiente. Il battito cardiaco accelera, il sangue dalla superficie e dall’apparato digerente si sposta verso i muscoli degli arti, pronti ad attaccare, fuggire o immobilizzarci.

In più le parti più antiche del cervello non fanno distinzione tra minacce esterne o interne, come i ricordi del passato o le preoccupazioni per il futuro.
Il legame tra corpo e mente è bidirezionale, una danza che regola l’intera esistenza sia umana che animale.

Conclusione e riflessione. Perché è così importante integrare la PNEI in medicina veterinaria?

Gli organismi animali sono sistemi strutturati e interconnessi, reti complesse di informazioni.
La PNEI ci fornisce una chiave interpretativa unica, in grado di superare molti errori del passato.
La visione cartesiana meccanicistica ha indotto a pensare ai corpi come ad un insieme di organi e apparati indipendenti. La filosofia ha mantenuto a lungo la separazione tra corpo e mente, mentre medicina e psicologia sono state ritenute discipline senza punti di contatto.

Oggi sappiamo che i sistemi psichici e biologici si condizionano reciprocamente e possiamo prospettare anche in medicina veterinaria nuovi approcci integrati alla prevenzione e alla cura delle malattie, soprattutto quelle croniche.

Intervenire in modo efficace e sinergico sull’alimentazione, l’ambiente e lo stile di vita, sulla qualità delle relazioni e delle emozioni è imprescindibile in un processo di cura degno di questo nome. Anche per gli animali, senza differenza di specie!





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Cinzia Ciarmatori

Cinzia Ciarmatori

Sono Cinzia Ciarmatori e ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo. Leggi di più