Conigli e dieta ricca in amido, c’è correlazione con il comportamento?

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Un recente articolo apparso su Scientific Reports condotto dal gruppo di Louise Bulmer, riportato anche da Silvia Radrezza su Nutripet.vet, indaga un interessante argomento.

Lo studio è dedicato al cavallo e i ricercatori si sono chiesti: in un’ottica di asse intestino-cervello, un’alimentazione ricca di amidi può avere una correlazione con disturbi del comportamento, quali ansia e irrequietezza?

La conclusione dei ricercatori è sì. Un eccessivo consumo di amidi induce nei cavalli una maggiore irrequietezza ed ansia.

E se fosse così anche per i conigli?

Conigli e dieta ricca in amido

I conigli sono entrati recentemente a far parte di quelli che consideriamo animali “da compagnia”, con i quali condividiamo l’ambiente domestico e instauriamo relazioni profonde.

Quello che troppo poco consideriamo è che la domesticazione di questa specie non è stato un processo paragonabile a quello del cane o del gatto.

Nel caso del coniglio infatti fin dall’antica Roma, passando per i monaci francesi del Sedicesimo secolo, l’allevamento è stato condotto a fini di produzione della carne.

Non entro in questa sede in un’analisi più profonda delle ripercussioni da un punto di vista comportamentale. Ma certamente dobbiamo tenerne conto sia come medici veterinari sia come famigliari di conigli quando ci approcciamo a questa specie.

Non solo. Anche l’alimentazione per molti anni è stata sovrapponibile a quella fornita ai conspecifici allevati per la carne.

Anche per i conigli che vivono in casa infatti è stata per anni consigliata, e lo è ancora in molti casi, una dieta ricca in amido.
Fatta in particolare di miscele di cereali come frumento, riso, mais, orzo, avena. Ma anche di semi molto ricchi di grassi come quelli di girasole, carrube, frutta e altri ingredienti.

Lo studio sui cavalli

Lo studio pubblicato da Scientific Reports ha attratto la mia attenzione. Perché da un punto di vista nutrizionale e digestivo coniglio e cavallo vengono spesso paragonati, seppur con le dovute differenze.

Louise Bulmer e i suoi ricercatori si sono fatti una domanda interessante. Dal momento che con sempre maggior attenzione guardiamo al ruolo del microbiota intestinale sulla salute, sulla malattia e sul comportamento, può una dieta ricca di amido indurre alterazioni del comportamento di animali erbivori come i cavalli?

E se la domanda è interessante altrettanto interessanti sono le conclusioni.

Si evidenzia infatti una stretta correlazione tra comportamento e microbioma fecale, condizionato dalla dieta. Più precisamente i ricercatori concludono che gli equini dello studio alimentati con diete ricche di amido hanno mostrato maggiore ansia, tensione, insicurezza e reattività.

Conigli e dieta ricca in amido, varrà lo stesso principio?

In ambito scientifico si procede per prove ed errori. Con una metodica precisa, seguendo spesso il filo di dubbi e di intuizioni, di ipotesi che verranno confermate o smentite solo al termine di questo processo.

Pertanto potremmo concludere che la stessa correlazione tra stati ansiosi e iper reattività e dieta ricca in amido evidenziata per i cavalli riguarda anche i conigli, solo se venissero realizzati studi analoghi.

Dubito fortemente che questo possa accadere. Perché la scelta di condurre una ricerca piuttosto che un’altra è spesso legata anche ad interessi economici e senz’altro dimostrare una correlazione tra irrequietezza e dieta nel cavallo ha un peso diverso rispetto al coniglio.

Resta il fatto però che possiamo avanzare l’ipotesi che possa esserci una simile analogia. Dal momento che si tratta comunque di animali erbivori, evoluti per nutrirsi con cibi poveri di calorie e ricchi di fibra e non il contrario.

Qualche riflessione

L’alimentazione sta tornando ad assumere un ruolo chiave per il mantenimento e il recupero della salute. Sia per noi che per gli altri animali.
Gli studi sul microbioma, sull’importanza di mantenere in equilibrio quest’incredibile universo di microrganismi con i quali e grazie ai quali sopravviviamo, stanno aprendo scenari interessanti.

L’asse intestino-cervello, la comunicazione bidirezionale tra due organi ritenuti per secoli distanti in tutti i sensi, sta rivoluzionando anche le scienze del comportamento.

Ecco perché riempire la ciotola di un coniglio con un alimento industriale ricco di semi e cereali non è nutrire. Perché scegliere la comodità di un sacchetto con cibo già pronto e non adatto per la specie con cui viviamo ci fa risparmiare solo tempo.
E il tempo, insieme all’attenzione, è una risorsa preziosa che non possiamo non dedicare agli individui che per nostra scelta vivono in ambito domestico.

Glielo dobbiamo. E lo dobbiamo anche a noi.

Articolo di Cinzia Ciarmatori, DMV, GPCert(ExAP)

Foto: Horsenation.com

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