Anche gli interferenti sono nervosi!

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Ho parlato di interferenti endocrini in molte occasioni.

Si tratta di uno di quegli argomenti di cui non mi stanco mai perché queste sostanze sono ovunque.
Sono nelle nostre case e luoghi di lavoro, nelle auto, nei vestiti che indossiamo.

Possono essere nei giocattoli dei bambini o degli animali, negli elettrodomestici, nell’arredamento.

Nelle vernici, nei prodotti per la pulizia sia degli ambienti che di persone e animali.

Sono davvero dappertutto e provocano gravi danni alla salute, sia la nostra che quella degli animali che vivono con noi. Eppure se ne parla davvero poco.

Uno studio recente ci racconta perché possiamo anche cambiargli nome: non chiamiamoli più interferenti endocrini, da oggi sono interferenti endocrini e nervosi!

Interferenti endocrini e nervosi. Cosa c’è di nuovo?

In un articolo di qualche settimana fa ho parlato di interferenti endocrini, lo trovi a questo link.

Ho scritto che si tratta di sostanze chimiche o miscele di sostanze che interferiscono con la normale funzione ormonale.

Sono centosettantasette composti, per la maggior parte derivati dal petrolio, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che interferiscono non solo con il sistema endocrino ma anche con quello nervoso.

La centosettantasettesima sostanza è l’erbicida Roundup, il glifosato, che continua a rimanere in commercio in moltissimi Paesi del mondo nonostante molti studi abbiano dimostrato che si tratta di una sostanza responsabile di danni genetici e stress ossidativi, potenzialmente cancerogena.

Il venti per cento degli interferenti provocano ripercussioni alla tiroide e l’ottanta per cento agiscono con meccanismi diretti o indiretti sul sistema nervoso.

Il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente contiene una lunghissima lista di materiali che hanno un impatto dimostrato sia a livello riproduttivo che su altre funzioni ormonali: plastiche, materiali per finiture, ritardanti di fiamma, lubrificanti, pesticidi, fungicidi, alcuni farmaci solo per dirne alcuni.

Studi recenti hanno confermato che tutte queste sostanze hanno un ruolo di perturbazione dei messaggi che le cellule si scambiano tra loro.
Le cellule infatti comunicano attraverso segnali di tipo chimico o elettromagnetico, proprio grazie ai sistemi endocrino e nervoso e gli interferenti agiscono da perturbatori.

Gli effetti passano di generazione in generazione


C’è di più. Gli interferenti endocrini e nervosi in molti casi hanno capacità di bioaccumulo, si depositano cioè in alcuni tessuti ed organi e possono potenziarsi e interagire uno con l’altro, anche a distanza di tempo dall’esposizione. Gli effetti dannosi si trasmettono da una generazione a quelle successive.

L’impatto epigenetico e transgenerazionale viene valutato studiando popolazioni di animali sia allevati che selvatici in aree contaminate e con sempre maggior attenzione si valuta la combinazione di sostanze diverse, che possono provocare conseguenze imprevedibili.
Ovviamente anche il personale impiegato in aziende che producono tali sostanze viene attentamente monitorato.

Il sistema endocrino non si limita certo a controllare solo lo sviluppo e le funzioni riproduttive.
La tiroide, le ghiandole surrenali, il pancreas, il tessuto adiposo, il sistema nervoso e quello immunitario, sono tutti bersagli degli interferenti.


Un effetto domino da non sottovalutare

Pensare di poter ancora trattare gli organismi biologici come un insieme di parti, senza considerare le relazioni e gli scambi continui tra loro, oggi non è più accettabile.

Una visione sistemica e il ragionamento complesso (che non sta per difficile!) sono strumenti imprescindibili per chiunque voglia occuparsi di studiare la natura e la medicina non fa eccezione.

Sappiamo ormai che le sostanze chimiche che gli organismi animali usano come sistemi di comunicazione hanno ruoli diversi in base alla concentrazione. Ma anche in base al numero di recettori presenti e ad altri fattori.

Allo stesso modo gli interferenti endocrini e nervosi possono avere un’azione bifasica alterando persino lo sviluppo neuronale e le funzioni cognitive, sia nell’uomo che negli animali.


Cosa possiamo fare?

Se dovessi usare una sola parola direi attenzione.

Attenzione alle decisioni che vengono prese al posto nostro e che condizionano la nostra salute e quella delle future generazioni.

Il Pianeta è inquinato a livelli inimmaginabili. Molte sostanze usate in passato e vietate da decenni come il DDT sono ancora nell’ambiente e proseguono nella loro azione distruttrice.

Per questo è così importante informarsi e fare domande, capire quali acquisti è meglio fare o non fare, quali esponenti politici è meglio sostenere o non sostenere.

Così come è importante chiedersi che cittadini siamo e vogliamo essere. Disinformati e distratti o attenti e partecipi. Di un futuro che riguarda sia noi che gli altri animali.


Articolo di Cinzia Ciarmatori, DMV, GPCert(ExAP)

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