16 Nov 2023

BARF per cani, gatti e furetti. Cos’è e perché sceglierla.

La BARF è un’alimentazione proposta per la prima volta intorno agli anni ’90 dal medico veterinario australiano Billighurst.
È l’acronimo di Biologically Appropriate Raw Food secondo alcuni, secondo altri di Bone And Raw Food proposto da Debra Tripp.
Si tratta di una dieta cruda, composta da Ossa Polpose (OP), carne senza osso (CSO), organi, verdure o altre fonti di fibra.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi rispetto all’alimentazione casalinga o a quella industriale? Va bene per tutti oppure no?
Cosa c’è da sapere per ridurre al minimo i possibili rischi microbiologici?
Le ossa sono pericolose? E ancora, è possibile scegliere la BARF ma renderla più sostenibile da un punto di vista ambientale?

Nonostante si conosca già da una trentina d’anni la BARF non smette di dividere e far discutere: da un lato ci sono gli accaniti sostenitori di questa dieta cruda, dall’altro coloro che la considerano fonte di ogni male e foriera di rischi mortali.
Proviamo a capire meglio di cosa si tratta e perché può essere una buona scelta nutrizionale in molti casi.

Cos’è la BARF?

La BARF è una modalità di alimentazione per i carnivori domestici, cane, gatto e furetto in particolare che si differenzia dalla casalinga (di alimentazione casalinga ho parlato qui) per alcuni motivi principali.

  • Prima di tutto si tratta di una dieta cruda, che non prevede in alcun modo cottura
  • Non contiene fonti di carboidrati come cereali, pseudo cereali o tuberi
  • Ha una buona percentuale di ossa dette polpose
  • Utilizza organi e non integratori di sintesi per il bilanciamento delle vitamine

Una “ciotola BARF” è generalmente composta da:

  • OP, Ossa Polpose. Si tratta di ossa con carne intorno, non nude, come il collo del pollo o del tacchino, le ali di pollo, teste di pesce e altre ancora.
    Si scelgono in base all’età, alla taglia e all’esperienza con le ossa di chi le riceve, secondo un livello di difficolta crescente in base alla competenza nella masticazione.

    Vanno distinte dalle “ossa ricreative”, quelle che possono essere date per tempi limitati per evitare eccessiva ingestione di tessuto osseo.
  • CSO, la Carne Senza Ossa. Si intende la componente muscolare, la carne vera e propria, ma anche pesce (importante anche come fonte di vitamina D) e uova, che possono sostituire per una certa quota la CSO.
  • Organi (o visceri), tra cui polmone, reni, cuore, milza, fegato.
    La milza è una buona fonte di ferro, il fegato di vitamine del gruppo B, la B12 in particolare e di vitamina A.
    È fondamentale che vengano forniti nella giusta quantità, in particolare il fegato, per evitare sia la carenza che il sovradosaggio di vitamina A che può provocare danni
  • Trippa verde, non è obbligatoria ma viene nominata spesso nella BARF.
    Si tratta dei prestomaci dei ruminanti non sbiancati (per questo “verde”, perché è di questo colore se contiene erba).
    Il ruolo importante è quello dei probiotici che contiene (o dovrebbe contenere).
    C’è chi la offre un giorno a settimana, chi preferisce darla in piccole quantità quotidianamente, chi non la usa affatto
  • Verdure e/o altre fonti di fibra, per esempio la polvere di cuticole di psillio

Perché è amata e odiata allo stesso modo?

I motivi possono essere molti, quello che è certo è che in moltissime condizioni anche patologiche, può fare davvero la differenza a patto di seguire semplici regole.

Si tratta in particolare di regole igieniche, soprattutto in riferimento ai possibili rischi microbiologici.
I detrattori della BARF mettono spesso in evidenza la possibilità di contaminazione batterica, virale e parassitaria. Che certo non va sottovalutata ma può essere contenuta rispettando adeguati tempi di congelamento e manipolando la carne in modo adeguato durante la preparazione.

Un altro rischio di cui si parla sempre è quello legato a perforazioni o costipazione per la presenza di ossa.
Si tratta di un rischio eliminabile? Non del tutto, rischio zero non esiste, ma se le OP sono scelte adeguatamente nella tipologia e nella quantità stiamo parlando di rischi minimi.
E comunque in alcuni casi è possibile scegliere di macinare le ossa, o di sostituirle con integrazioni corrette di calcio e fosforo.

I vantaggi di contro sono molteplici: si tratta di una dieta senz’altro più simile a quella che i carnivori farebbero in natura (non identica, ma decisamente più simile rispetto al cibo industriale).
La masticazione delle ossa ha un ruolo importante anche dal punto di vista psicologico-emozionale, perché induce rilassamento.
Il microbiota, almeno secondo uno studio recente, avrebbe maggior variabilità e questo potrebbe comportare maggior resilienza.

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Cinzia Ciarmatori

Cinzia Ciarmatori

Sono Cinzia Ciarmatori e ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo. Leggi di più