03 Gen 2024

Omega 3 e nutrizione degli animali. Perché sono importanti?

Gli Omega 3 sono lipidi noti come acidi grassi essenziali.
Perché si chiamano essenziali? Perché gli animali non sono in grado di produrli da soli e hanno bisogno di assumerli con l’alimentazione.

Insieme agli Omega 3 si citano spesso anche gli Omega 6.
Un’altra frazione importante di cui tenere conto.
Quali sono gli acidi grassi essenziali? Qual è il loro ruolo? Perché la giusta integrazione è fondamentale sia per cane e gatto che per gli altri animali, noi compresi?

Acidi grassi essenziali. Cosa sono?

Omega 3 e Omega 6 sono noti come acidi grassi essenziali.
Una frazione dei lipidi che gli animali devono necessariamente assumere dal cibo, perché non sono in grado di produrli. Per questo si chiamano essenziali.

I lipidi sono grassi ed oli e nonostante siano stai demonizzati sono una parte fondamentale dell’alimentazione.
Soprattutto come fonte energetica, più efficiente rispetto a proteine e carboidrati, ma anche per il loro ruolo metabolico e strutturale.

In alcune diete, come nella chetogenica di cui ho parlato qui a proposito di epilessia del cane, possono costituire la fonte energetica principale.

Gli acidi grassi essenziali sono:

  • Acido linoleico, un Omega 6 precursore dei cheratinociti e per questo molto importante per la salute di cute e mucose, ma anche del pelo e altre strutture cheratiniche (unghie, corna e zoccoli, ad esempio)
  • Acido alfa linolenico (ALA), un Omega 3 precursore di EPA e DHA, gli Omega 3 più noti in ambito nutrizionale
  • Acido arachidonico, un Omega 6 precursore delle prostaglandine, molecole fondamentali per i processi legati a coagulazione e infiammazione.
    L’acido arachidonico è essenziale solo per il gatto, che lo assume dai grassi di origine animale.
    Non è in grado infatti, a causa di una carenza enzimatica, di formarlo a partire dal linoleico

Omega 3 e Omega 6. A cosa servono?

Gli acidi grassi essenziali hanno molte funzioni importanti.
La differenza principale tra queste due frazioni è che gli Omega 6 sono considerati pro-infiammatori, mentre gli Omega 3 hanno azione antinfiammatoria.

Attenzione però, anche l’infiammazione è un processo fondamentale, perché è uno di quelli messi in atto dal sistema immunitario per curare e guarire. A patto di non superare limiti di durata e intensità che possono diventare pericolosi.

Per questo è molto importante bilanciare l’azione degli Omega 6, molti presenti nell’alimentazione soprattutto dei carnivori, con l’adeguata quantità di Omega 3.
In alcuni stati patologici poi è importante che l’integrazione di Omega 3, EPA e DHA in particolare, sia ancora più elevata. Quando?

  • Nelle patologie cutanee, sia su base allergica che autoimmunitaria
  • Nelle cardiopatie, per il ruolo degli Omega 3 di contrastare fibrillazioni e aritmie
  • Nell’obesità, perché gli Omega 3 possono accelerare il metabolismo e ridurre il colesterolo
  • Nelle artrosi e altre patologie scheletriche
  • Nelle patologie renali, nell’insufficienza renale cronica del gatto ad esempio, per la riduzione di alcuni sintomi e dell’ipertensione e infiammazione renale
  • Molto importante anche il loro ruolo preventivo e la stabilizzazione delle membrane cellulari che ne migliora la comunicazione: ottimi quindi anche per lo sviluppo cognitivo dei cuccioli e per la degenerazione cerebrale degli animali anziani
Per gli animali erbivori, come il coniglio e altri piccoli mammiferi, ma anche per i pappagalli sono ottimi alcuni semi, come quelli di lino ricchi in acido alfa linolenico. I carnivori però non sono in grado di trasformarlo efficacemente in EPA e DHA.

Come si integrano gli Omega 3?

Senza dubbio con un’alimentazione completa, varia e bilanciata, che tenga in considerazioni le esigenze etologiche e nutrizionali della specie.

Per gli animali erbivori, come il coniglio e altri piccoli mammiferi, ma anche per i pappagalli sono ottimi alcuni semi, come quelli di lino ricchi in acido alfa linolenico, ma anche altre fonti vegetali come noci e altra frutta secca, cereali, vegetali a foglia verde e alcune leguminose. Lenticchie, fagioli, piselli, ceci e soprattutto soia.

Altra fonte importante di Omega 3 sono le alghe e l’olio algale, che se tollerato può essere usato anche per i carnivori.
Per loro altrimenti l’unica possibilità è ricorrere a pesce, olio di pesce o di krill.
Con krill si indica una moltitudine di specie di invertebrati, piccoli crostacei che vivono in acque oceaniche fredde, soprattutto nell’oceano antartico.
Formano lo zooplancton e sono il cibo principale di balane, mante, alcuni pesci, squali balena e uccelli acquatici.
Per questioni etiche e di sostenibilità ambientale scelgo di non usare olio di krill, tranne nei rarissimi casi di individui che non riescono a tollerare nessun’altra fonte di EPA e DHA.

Scegliere con consapevolezza i prodotti, chiedendosi da dove arrivano, come sono stati fatti, con quanta sofferenza di altri animali (compreso lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori) è fondamentale per un processo di cura rispettoso, così come usare solo ciò che serve e nel dosaggio giusto.

E a proposito di dosaggio: la quantità di Omega 3 necessaria dipende dalle condizioni del singolo individuo, specie, razza, età, condizioni di salute, stato fisiologico in atto, per questo è sempre meglio chiedere indicazione al proprio medico veterinario di fiducia.

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Cinzia Ciarmatori

Cinzia Ciarmatori

Sono Cinzia Ciarmatori e ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo. Leggi di più