14 Feb 2024

PDD nei pappagalli: comprensione, diagnosi e gestione integrata

La PDD o Proventricolite dilatativa negli Psittacidi è una patologia complessa e multifattoriale.
Scopriamo insieme di cosa si tratta, come può essere diagnosticata, quali sono i sintomi e soprattutto come può essere trattata con un approccio di medicina veterinaria integrata sinergica e sostenibile.

Introduzione

La Malattia da Dilatazione Proventricolare (Proventricular Dilatation Disease da cui l’acronimo PDD) rappresenta una sfida significativa nel campo della medicina aviaria, colpendo in particolare gli psittacidi.
Fino a non troppi decenni fa si chiamava Macaw Wasting Disease, perché sembrava colpire soprattutto le Ara, che cominciavano senza apparente motivo a perdere peso e lentamente si aggravavano.
Identificata come una patologia infiammatoria fatale, la comprensione della PDD ha avuto una svolta con l’identificazione dell’Avian Bornavirus (ABV) nel 2008, che è tuttora considerato l’agente causale anche se qualcosa non convince.
C’è ancora molto da capire sulla PDD dei pappagalli!

Comprensione della PDD

La PDD è caratterizzata da sintomi che colpiscono il sistema digestivo degli uccelli, dal gozzo all’intestino, e il sistema nervoso con un periodo di incubazione che può variare moltissimo, da alcune settimane a periodi molto più lunghi.
Le specie di pappagalli che possono essere colpite sono ad oggi, per quello che sappiamo, oltre settanta.

La malattia è stata un enigma per la comunità scientifica fino all’identificazione del Bornavirus, che ha aperto nuove strade per la diagnosi e la cura.
Eppure ci sono pappagalli positivi ai test che non mostrano alcun sintomo, altri invece sono sintomatici pur essendo negativi a tutti i test.

Ciò che sembra più plausibile è che non sia il virus la causa della malattia, quanto piuttosto una reazione autoimmune: il sistema immunitario reagisce contro quel virus o contro altri agenti infettivi in modo scomposto e comincia ad attaccare cellule e tessuti non riconoscendoli più come propri.
Come accade in moltissime patologie anche nella nostra specie.

Avanzamenti nella diagnosi

Con l’identificazione del Bornavirus come possibile agente eziologico, sono stati sviluppati nuovi strumenti diagnostici come la RT-PCR e i test sierologici, che permettono di rilevare la presenza del virus anche negli uccelli asintomatici.

Questi progressi hanno migliorato la capacità di prevenire la diffusione della PDD, facilitando l’identificazione precoce degli uccelli che sono venuti in contatto con il virus.

Ma un test positivo non equivale a dire che l’animale è malato, ma solo che è entrato in contatto con il virus in un certo momento della propria vita: un animale ammalato mostra i sintomi tipici della PDD e la diagnosi viene confermata dai risultati dei test diagnostici.

PDD, quali sono i sintomi?

Un sintomo importante è la progressiva perdita di peso nonostante l’appetito sia stabile.
C’è poi uno stato di disidratazione cronica, lieve inizialmente, poi sempre più grave.
In corso di PDD gli animali cominciano ad avere frequente rigurgito, spesso nelle feci è visibile cibo non digerito.

Quello che accade infatti è una progressiva dilatazione del proventriglio, uno dei “due stomaci” degli psittacidi, con assottigliamento della parete che può anche arrivare a lacerarsi, con conseguente peritonite.
Anche la prima parte dell’intestino, il duodeno, può dilatarsi e le ghiandole surrenali aumentare di volume.
In generale è il sistema immunitario che reagisce in modo scomposto a scatenare reazioni infiammatorie e a danneggiare cellule, tessuti ed organi.

Ci sono anche casi in cui gli animali possono morire in breve tempo, senza che siano evidenziabili particolari lesioni.

Strategie di trattamento

Il trattamento convenzionale della PDD si basa sull’uso di FANS, come il celecoxib, per ridurre l’infiammazione. In casi selezionati, specialmente con gravi sintomi neurologici, si può ricorrere a farmaci antivirali come l’amantadina.

Un approccio integrato si occupa invece di ogni aspetto della vita dell’animale, dall’alimentazione all’ambiente allo stile di vita: l’obiettivo non è solo quello di ridurre l’intensità dei sintomi ma piuttosto di lavorare sul sistema immunitario per riportarlo ad una condizione di maggior equilibrio.
Omeopatia e medicina delle basse dosi, fitoterapia, nutrizione e nutraceutica, microimmunoterapia sono solo alcune delle strategie che si possono mettere in campo, spesso in sinergia tra loro.

Prevenzione e gestione a lungo termine

Per prevenire la PDD è necessaria una strategia attenta, che includa la quarantena e lo screening diagnostico dei nuovi arrivati, soprattutto nelle situazioni in cui molti pappagalli convivono o si avvicendano, come negli allevamenti, nelle pensioni ma anche in santuari e Rescue o nei Centri di Recupero per Animali Selvatici ed Esotici (CRASE).

Ma la prevenzione e la gestione di animali considerati già malati passa anche da uno stile di vita sano e che rispetti da tutti i punti di vista le esigenze etologiche di questi splendidi animali.

Conclusione

Anche se la gestione della PDD rimane complessa, i progressi degli ultimi anni offrono una maggiore speranza per un controllo più efficace della malattia.
La diagnosi precoce, unita a strategie di trattamento sinergiche e integrate, oltre a misure preventive rigorose, è fondamentale per proteggere la salute dei psittacidi e limitare l’impatto e la diffusione della PDD.


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Cinzia Ciarmatori

Cinzia Ciarmatori

Sono Cinzia Ciarmatori e ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo. Leggi di più