08 Mag 2024

Nel futuro della medicina veterinaria ci sono le scienze umane?

Nell’era della tecnologia e dell’informazione il ruolo di alcune discipline umanistiche, come la Storia e la Filosofia della scienza, l’Etica e la Bioetica, assume un ruolo cruciale anche per la medicina veterinaria.
Queste aree del sapere non solo arricchiscono la comprensione del mondo ma forniscono anche gli strumenti critici per influenzare il futuro della professione in modo consapevole e etico.

L’integrazione delle discipline umanistiche e scientifiche è cruciale per il futuro della medicina veterinaria.
Ecco perché il terzo punto del Manifesto per una nuova medicina veterinaria recita: “Spazi e tempi di insegnamento adeguati (nel percorso accademico veterinario) per Storia e filosofia della scienza, Filosofia, Etica e Bioetica”.

Storia e filosofia della Scienza

La storia e la filosofia della scienza si occupano dello sviluppo storico e dei fondamenti concettuali delle scienze. Analizzare e approfondire come le idee scientifiche, le teorie, i paradigmi e i dogmi si sono evoluti nel tempo e come hanno influenzato e influenzano ancora le società umane è di fondamentale importanza.

Comprendere il legame indissolubile tra le scoperte scientifiche e la cultura dell’epoca in cui sono state possibili relativizza il concetto stesso di scienza e favorisce il senso critico, rimette al centro il ruolo insostituibile del dubbio per l’avanzamento scientifico.

La scienza è tale solo se accoglie chi dissente, chi pone domande, chi mette in discussione le certezze di ieri e pone le basi per le conquiste di domani.
Il sapere scientifico è la storia di donne e uomini coraggiosi, che hanno osato sfidare lo status quo della propria epoca aprendo la strada a quelle successive, che non si sono arresi neanche quando sono stati derisi, denigrati, imprigionati o anche uccisi.

Filosofia per il futuro della medicina veterinaria

La filosofia indaga da sempre le grandi domande. Quelle sull’esistenza, la conoscenza, i valori, la mente, il linguaggio. Attraverso il pensiero di filosofi come Platone e Aristotele, fino a pensatori più moderni come Kant e Nietzsche, la filosofia ci aiuta a riflettere sulla condizione umana e sulle strutture del pensiero.
Ci permette di esaminare i presupposti di altre discipline e di valutare le implicazioni morali delle nostre azioni e delle nostre credenze.

Filosofia e medicina sono state a lungo inseparabili, per tutto il mondo antico e nel medioevo, l’una sostenendo la ricerca della conoscenza dell’altra.
Ippocrate e Galeno non praticavano solo la medicina, ma integravano riflessioni filosofiche nei loro trattati considerando la salute e la malattia all’interno di un quadro più ampio, che includeva elementi di morale, etica e benessere psicologico.

Rinascimento e illuminismo, tra il 1500 e il 1700, vedono un costante progresso nelle tecniche sperimentali e un aumento inarrestabile, le cui conseguenze sono ben visibili oggi, della specializzazione nelle discipline scientifiche.

Il contesto culturale e intellettuale del Rinascimento, caratterizzato dalla crescente enfasi sulla metodologia empirica e sperimentale, dallo sviluppo di nuovi strumenti come il microscopio e dall’approfondimento delle conoscenze anatomiche attraverso la dissezione, ha favorito una visione della medicina come scienza basata solo sull’osservazione e l’esperimento, piuttosto che sul pensiero e sulla dissertazione filosofica.

Con l’illuminismo questa tendenza si è consolidata ulteriormente.
Filosofi come René Descartes e John Locke, pur discutendo di temi relativi alla mente e alla consapevolezza, hanno contribuito a delineare un confine sempre più netto tra filosofia, incentrata sul pensiero e sulla conoscenza, e medicina, orientata verso la pratica clinica e la ricerca empirica.
È proprio in questo periodo che ha avuto inizio un’era in cui la medicina è diventata una disciplina scientifica autonoma, distinta dalle riflessioni filosofiche e più in generale dalle scienze umane.

L’importanza e il ruolo dell’Etica

L’etica è una branca della filosofia, quella che si occupa di morale, intesa come sistema di valori e norme che guidano il comportamento degli individui all’interno di una società.
Esplora e disserta sul concetto di giusto e sbagliato, offre sistemi per valutare le azioni umane dal punto di vista morale. L’etica, un pilastro per l’ordine sociale e l’interazione umana, oggi si estende anche a questioni globali come i diritti umani, la giustizia sociale e la responsabilità ambientale.

Bioetica per la medicina veterinaria

La Bioetica è una disciplina che affronta le questioni etiche sempre più complesse emerse con il progresso della medicina e della biologia.
Non può che essere interdisciplinare per la complessità dell’argomento. Abbraccia filosofia, filosofia della scienza, medicina, biologia, giurisprudenza, sociologia, psicologia, biodiritto, biopolitica.

Per Fritz Jahr, che per primo nel 1927 avrebbe parlato di bioetica, “tutti gli esseri viventi hanno diritto al rispetto e devono essere trattati non come mezzi, ma come fine in se stessi”.
Come può dunque la bioetica, intesa come un’area di ricerca che pone come oggetto dei suoi studi l’esame sistematico della condotta umana nel campo della scienza della vita e della salute, non avere un ruolo centrale proprio in medicina veterinaria, alla luce di quanto oggi sappiamo sulla senzienza degli altri animali, sulle loro emozioni, sulla capacità di provare gioia e dolore?

In conclusione

L’importanza di queste discipline per la medicina veterinaria risiede nella loro capacità di formare professioniste e professionisti che non solo comprendano la storia e la natura stessa delle conoscenze scientifiche, ma che siano anche in grado di riflettere criticamente sui dilemmi morali del presente e del prossimo futuro.

In una medicina, anche veterinaria, sempre più dominata dalla tecnologia, tra organoidi, gene editing di animali e piante, intelligenza artificiale pervasiva, il pensiero filosofico, etico e bioetico tornano ad essere quanto mai essenziali per guidare le decisioni sia a livello individuale che come collettività e comunità scientifica.
Studiare queste discipline significa quindi dotarsi di una bussola morale e intellettuale indispensabile per affrontare le sfide del nostro tempo.

Come possono essere sufficienti le sedici ore di Bioetica in cinque anni, previste dagli attuali piani di studio per la laurea magistrale in medicina veterinaria?
Otto ore il primo anno, altre otto il terzo.

Il terzo punto del Manifesto per una nuova medicina veterinaria non può che chiedere “Spazi e tempi di insegnamento adeguati per Storia e filosofia della scienza, Filosofia, Etica e Bioetica”.

Articoli correlati

Cinzia Ciarmatori

Cinzia Ciarmatori

Sono Cinzia Ciarmatori e ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo. Leggi di più