15 Mag 2024

Questione animale, etica alimentare, antispecismo e veterinaria

Che cosa si intende per “questione animale”?
E per specismo e antispecismo?
Che cos’è l’etica alimentare e che influenza possono avere le scelte legate all’alimentazione non solo sul singolo individuo, ma anche sulle comunità e sulle società umane?

Soprattutto, perché questione animale, etica alimentare e antispecismo dovrebbero essere integrate come materie di studio anche nella formazione accademica dei medici veterinari?

La questione animale, radici antiche di un tema attuale

La “questione animale” si riferisce a un ampio dibattito morale, filosofico e giuridico riguardante i diritti degli animali e la loro salvaguardia.
Si tratta di un tema centrale, che esplora come gli altri animali dovrebbero essere trattati all’interno delle società umane. Solleva questioni sulla loro capacità di soffrire, lo status morale e le implicazioni etiche delle pratiche umane nei loro confronti, le conseguenze delle nostre azioni.

Il dibattito sulla questione animale ha radici storiche antiche. Filosofi greci come Pitagora e Plutarco riflettevano in modo profondo sul rispetto per le forme di vita non umane e sul vegetarianesimo.
Tuttavia, è nel diciottesimo e diciannovesimo secolo che la questione animale inizia a prendere una forma più strutturata. Con filosofi come Jeremy Bentham che si interrogano non solo sul fatto che gli animali possano ragionare o parlare, ma se possano soffrire.

Nel ventesimo secolo il dibattito si intensifica sempre di più, in particolare con la pubblicazione nel 1975 di Animal Liberation di Peter Singer, considerato il catalizzatore del movimento moderno per i diritti degli animali. E con le opere di Tom Regan, da I diritti animali a Gabbie vuote.
Anche se in modi diversi, con entrambi le teorie di Benthan vengono sviluppate e in parte superate, nel tentativo di cambiare la percezione che abbiamo degli altri animali.
Regan in particolare ritiene centrale smettere di identificarli come oggetti. Quanto piuttosto come creature che, proprio come noi, hanno una vita a cui tengono e che vogliono preservare, una vita che è unica e peculiare per ciascuno di loro, con il nostro stesso diritto ad autodeterminarsi.

Gli animali non sono solo esseri senzienti che provano emozioni, e questo è ormai certo, ma hanno desideri, memoria, un senso del futuro, abilità cognitive, culture e linguaggi. Per Regan, la vita di ognuno ha un valore intrinseco e ciò significa che ogni animale dovrebbe avere il diritto morale di non essere ucciso.

Specismo e antispecismo

Il termine specismo si riferisce a una forma di discriminazione basata sulla specie. Legata alla supposizione e alla cornice giustificativa in base alla quale gli interessi degli esseri umani abbiano automaticamente una maggiore importanza rispetto agli interessi degli altri animali.
Un concetto parallelo ad altre forme di pregiudizio, come il razzismo e il sessismo, perché assegna un valore inferiore agli individui sulla base di caratteristiche arbitrarie, in questo caso la specie.
Il primo a parlare di specismo è stato lo psicologo Richard Ryder negli anni ’70, che ha coniato il termine proprio per descrivere l’ingiustizia dello sfruttamento degli altri animali da parte di un’unica specie, la nostra.

L’antispecismo invece è la posizione etica che si oppone allo specismo.
Gli antispecisti sostengono che tutti gli esseri senzienti, capaci di provare dolore o piacere, meritano considerazione morale. E che la specie da sola non è un criterio possibile per decidere come gli altri animali dovrebbero essere trattati. Questa posizione implica che le pratiche che contemplano sfruttamento o crudeltà verso gli animali, come l’allevamento intensivo, la sperimentazione animale e la caccia siano moralmente inaccettabili.

Il concetto di antispecismo ha preso forma proprio nel contesto del crescente interesse per i diritti degli animali a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, stimolato in parte proprio dal lavoro di Peter Singer.
Singer stesso utilizzava il termine specismo per descrivere la discriminazione degli altri animali. Proponeva una riflessione etica basata sul principio di uguale considerazione degli interessi, che si opponeva al trattamento ingiusto basato solo sulla specie.

Lo sviluppo della teoria antispecista

Dopo Singer e Regan molti altri filosofi e filosofe, attivisti e attiviste hanno contribuito a sviluppare e diffondere questa teoria.
Negli ultimi decenni l’antispecismo è stato integrato e promosso attraverso diverse correnti del movimento per i diritti degli animali. Influenzando legislazioni, politiche pubbliche e pratiche individuali, ricerca di alternative alla sperimentazione animale e promozione di leggi più severe contro la crudeltà animale.
Sono nate differenti sensibilità, movimenti sociali, campagne educative e cambiamenti nel consumo anche dal punto di vista alimentare.

Non può più essere negato che l’antispecismo sia diventato una parte significativa del dibattito etico contemporaneo, sfidando le concezioni tradizionali sui diritti e il trattamento degli animali e promuovendo una società più giusta e inclusiva per tutte le specie.

Etica alimentare e questione animale

La questione animale si occupa di vari aspetti, tra cui:

  1. Diritti degli altri animali: esamina il riconoscimento dei diritti fondamentali degli animali, come il diritto alla vita, alla libertà e a non subire sofferenze.
  2. Benessere animale: si concentra sul migliorare le condizioni di vita. Specialmente degli animali in cattività o utilizzati per l’allevamento, il lavoro, l’intrattenimento, la sperimentazione e l’alimentazione umana.
  3. Conservazione e biodiversità: tratta della protezione delle specie minacciate e della conservazione degli habitat. Evidenziando l’interdipendenza tra il benessere degli animali selvatici e la salute degli ecosistemi.
  4. Legislazione e politica: si occupa delle leggi che regolamentano il trattamento degli animali. Cerca di influenzare le politiche pubbliche per garantire protezione e rispetto degli altri animali a livello nazionale e internazionale.
  5. Etica alimentare: interroga l’etica del consumo di prodotti animali, promuovendo diete che riducano o eliminino la necessità di sfruttamento e crudeltà nei loro confronti, come il vegetarianesimo o il veganesimo.

L’etica alimentare in particolare si occupa delle implicazioni morali e dei valori associati alla produzione, distribuzione e consumo di cibo.
Questa disciplina considera questioni centrali come la sostenibilità ambientale, il benessere degli animali, la giustizia sociale e i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Oltre agli effetti sulla salute derivanti dalle scelte alimentari.
Si interroga sul significato etico delle nostre scelte quotidiane relative al cibo, ponendo domande su quali alimenti consumiamo, come vengono prodotti e le loro conseguenze per le società e per l’ambiente.

Come nasce il veganesimo

Il veganesimo è una pratica e filosofia di vita che esclude, per quanto possibile, tutte le forme di sfruttamento e crudeltà verso gli animali per cibo, abbigliamento o qualsiasi altro scopo.
I vegani si astengono dal consumare tutti i prodotti di origine animale, inclusi carne, pesce, latticini, uova e miele, oltre a evitare prodotti non alimentari, come pelle e lana.

  1. Radici filosofiche e religiose: pratiche simili al veganesimo possono essere rintracciate in diverse filosofie antiche e tradizioni religiose. Come il giainismo, il buddismo e l’induismo, che promuovono una dieta non violenta come estensione della non violenza verso tutte le forme di vita.
  2. Moderno veganesimo: la formazione del concetto moderno di veganesimo è spesso attribuita a Donald Watson, che nel 1944 fondò la Vegan Society nel Regno Unito.
    Proprio in quel contesto è stato coniato il termine vegan derivato da vegetarian togliendo le lettere intermedie, per significare “l’inizio e la fine del vegetarianesimo”. Si tratta infatti di una versione più completa ed estesa del vegetarianesimo che esclude tutti i prodotti animali, non solo la carne.

In questi ultimi decenni il veganesimo è cresciuto significativamente come movimento sociale e culturale. Spinto da preoccupazioni per il benessere animale, per l’impatto ambientale devastante degli allevamenti intensivi e i benefici per la salute associati a una dieta a base vegetale.

Oggi, il veganesimo è riconosciuto non solo come una scelta alimentare, ma come un impegno etico e uno stile di vita che cerca di minimizzare il danno agli animali e all’ambiente, oltre che migliorare il benessere personale.

Non solo, alcuni studi come quello del 2010 di Massimo Filippi e del suo gruppo di ricercatori e ricercatrici stanno mettendo in relazione l’alimentazione a base vegetale al maggior sviluppo e coinvolgimento delle aree cerebrali legate all’empatia.
Un effetto non certo di poco conto per le possibili implicazioni sociali e culturali, che varrebbe la pena approfondire.

Questione animale e medicina veterinaria

Nonostante la centralità per la relazione con gli altri animali e la ripercussione sul loro benessere e su quello del pianeta, la crescente consapevolezza, lo sviluppo di nuove sensibilità e le iniziative legislative, la questione animale non ha un ruolo nella formazione accademica attuale dei medici veterinari.

Le sfide in corso proprio in questo momento storico, che includono il conflitto tra i giganteschi interessi economici (e dunque politici) legati all’utilizzo e allo sfruttamento degli animali nell’agricoltura e nell’industria e gli argomenti etici a favore della loro protezione come esseri senzienti, dovrebbero vedere i medici veterinari in prima linea. Invece sono i più grandi assenti nel dibattito contemporaneo.

La questione animale solleva interrogativi filosofici profondi. Su cosa significhi essere un soggetto morale e su come dovrebbero essere ponderati gli interessi degli animali non umani rispetto a quelli umani. Con implicazioni pratiche significative per come gli animali sono trattati e considerati nelle società umane.

Ecco perché il quarto punto del Manifesto per una nuova medicina veterinaria chiede proprio questo:

Inserimento della questione animale, dell’etica alimentare e della riflessione su specismo e antispecismo come argomenti o materie di studio.

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Cinzia Ciarmatori

Cinzia Ciarmatori

Sono Cinzia Ciarmatori e ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo. Leggi di più