01 Mag 2024

Etologia moderna, neuroscienze e scienze cognitive per ridefinire la medicina veterinaria

L’avanzamento delle conoscenze in etologia, neuroscienze e scienze cognitive non solo ha arricchito la nostra comprensione del comportamento e della mente degli animali, ma sta anche rivoluzionando il modo in cui ci relazioniamo agli altri viventi.
Ridefinire la medicina veterinaria alla luce di tutto questo non è più rimandabile.

In un’epoca di grandi sfide come quella che stiamo vivendo cambiare sguardo e integrare differenti sensibilità è fondamentale.
La moderna etologia, le neuroscienze e le scienze cognitive forniscono strumenti preziosi per migliorare il benessere animale, per tutte le specie.
In un momento in cui la salute mentale e fisica degli animali va sempre più intrecciandosi, un approccio interdisciplinare diventa cruciale.

Ecco perché questo è il secondo punto del Manifesto per una nuova medicina veterinaria: adeguamento alle più recenti acquisizioni dell’etologia, delle neuroscienze e delle scienze cognitive comparate.

Ridefinire la medicina veterinaria, il ruolo dell’etologia culturale e cognitiva

A differenza dell’etologia classica, che era focalizzata sul comportamento istintivo e individuale, l’etologia culturale considera la dinamica dei gruppi e la capacità degli animali di imparare gli uni dagli altri. Trasformando la comprensione del comportamento animale da un fenomeno statico a uno dinamico e collettivo.

L’etologia ha fatto grandi passi avanti, soprattutto nell’interpretazione del comportamento animale in un contesto evolutivo. Tutti gli animali, umani e non, dipendono e al tempo stesso trasformano l’ambiente in cui vivono, con una comunicazione e uno scambio di informazioni continuo.
È stato ormai pienamente riconosciuto che gli animali non umani possono creare e mantenere tradizioni e modelli di comportamento che si modificano e persistono oltre la vita di un singolo individuo. Con una trasmissione tra generazioni che non è solo genetica ma anche culturale e sociale.

L’etologia cognitiva invece è un campo interdisciplinare che combina elementi di etologia, lo studio del comportamento animale, e scienze cognitive per esplorare e comprendere le capacità della mente degli animali.
Come percepiscono il loro ambiente, come elaborano le informazioni, come apprendono, ricordano, risolvono problemi, comunicano e prendono decisioni.

Vengono indagati una serie di processi mentali, tra cui:

  • Percezione: come gli animali interpretano gli stimoli sensoriali provenienti dal loro ambiente, con le proprie dotazioni, in molti casi differenti dalle nostre ma non per questo meno valide. Alcune specie hanno una vista acutissima, altre utilizzano un olfatto particolarmente sviluppato, altre ancora impiegano strumenti di ecolocalizzazione.
  • Attenzione: come e su cosa focalizzano la loro consapevolezza e le risorse cognitive.
  • Memoria: come codificano, conservano e recuperano informazioni basate sulle loro esperienze passate.
    I corvi possono ricordare e riconoscere volti umani per anni.
    Molti animali, inclusi gli insetti come le api, sono capaci di forme di apprendimento associativo.
  • Apprendimento: metodi e capacità degli animali di acquisire nuove competenze o comportamenti attraverso l’esperienza.
  • Ragionamento e risoluzione dei problemi: le strategie messe in atto per superare gli ostacoli o le sfide nel loro ambiente naturale o in condizioni sperimentali.
    Molti animali utilizzano strumenti in modo creativo: non solo i primati, anche molti uccelli tra cui i corvi, che modificano oggetti per procurarsi il cibo.
  • Comunicazione: i modi in cui gli animali si trasmettono gli uni con gli altri le informazioni, che possono includere segnali vocali, visivi, chimici o tattili.
    Le api danzano nel buio degli alveari per comunicare dove si trovano le risorse, a che distanza, quali ostacoli occorre superare.
    Le balene usano canti sofisticati che possono essere considerati una forma di linguaggio, che modificano e trasmettono da una generazione all’altra.
    Alcuni uccelli non solo possono imitare suoni umani ma possono anche usarli in modo appropriato al contesto.
    I primati utilizzano segnali vocali e gestuali per comunicare.
  • Consapecvolezza e teoria della mente: il modo in cui gli animali sono consapevoli di se stessi e delle loro azioni e se sono in grado di comprendere gli stati mentali di altri individui.

I risultati delle ricerche, condotte in ambiente naturale, in condizioni sperimentali, con l’aiuto di tecniche di neuroimaging, contribuiscono a una migliore comprensione dell’evoluzione della cognizione. Hanno implicazioni fondanti per la salute e il benessere animale, per la conservazione e anche per la comprensione della natura della mente della nostra specie.

I risultati delle ricerche, condotte in ambiente naturale, in condizioni sperimentali, con l’aiuto di tecniche di neuroimaging, contribuiscono a una migliore comprensione dell’evoluzione della cognizione sia per i vertebrati che per gli invertebrati

Neuroscienze e scienze cognitive comparate

Le scienze cognitive comparate hanno tratto benefici dall’evoluzione sia dell’etologia che delle neuroscienze, che esplorano e mappano la struttura e la funzione del cervello.
Dagli anni ’60-’70 del secolo scorso ad oggi ci sono state scoperte sorprendenti sulle capacità cognitive degli animali non umani, inclusa la loro capacità di utilizzare strumenti, di avere una certa forma di consapevolezza di sé e di comunicare in modi che prima si ritenevano una nostra esclusiva.

Queste discipline continuano a evolversi e le loro intersezioni stanno diventando sempre più rilevanti.
Con l’ausilio di tecnologie avanzate e un approccio interdisciplinare, scienziati e scienziate stanno iniziando a risolvere alcuni dei misteri più profondi del comportamento e delle menti animali.
Si riteneva che gli altri animali non provassero emozioni complesse come le nostre. Eppure sempre più ricerche suggeriscono che molti altri animali sperimentano un’ampia gamma di stati emotivi: lutto, gioco, gioia, empatia.

La conseguenza inevitabile è un raffinamento progressivo delle teorie sull’evoluzione della cognizione, che hanno aperto nuovi dibattiti sull’etica del rapporto e del trattamento degli altri animali.
La ricerca in etologia, neuroscienze e scienze cognitive comparate continua a rivelare nuovi aspetti sulla complessità delle menti animali. Una sfida per le nostre concezioni tradizionali di intelligenza e coscienza.

Ridefinire la medicina veterinaria, ecco perché non possiamo farne a meno

Come possiamo anche solo pensare che tutte queste acquisizioni non cambino in modo inevitabile la relazione con gli altri animali, il nostro sguardo su quello che definiamo necessario per la loro salute e il loro benessere?

Il ruolo della medicina veterinaria è un ruolo di cura e di salvaguardia. Come possiamo prenderci cura, proteggere e salvaguardare i singoli individui, le specie a cui appartengono, gli ecosistemi e la salute umana se non ridefiniamo le nostre conoscenze alla luce di rinnovati bisogni ed esigenze, che travalicano quelli prettamente fisici?

Abbiamo evidenze sempre più forti sul fatto che la cognizione degli animali sia complessa e sofisticata. E che molte caratteristiche della mente umana potrebbero essere presenti, seppur in forme differenti, anche in altre specie.
Come possiamo non considerarlo, per ridefinire la medicina veterinaria?

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Cinzia Ciarmatori

Cinzia Ciarmatori

Sono Cinzia Ciarmatori e ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo. Leggi di più