19 Giu 2024

Cosa mangia il Riccio africano?

Il riccio africano è un piccolo mammifero entrato a far parte di recente del novero degli animali definiti “da compagnia”, quelli che io preferisco chiamare “nuovi animali familiari”.
In natura abita le savane e le steppe africane, dove si muove in particolare di notte.

Che cosa mangiano questi animali nei loro luoghi di origine?
E come possiamo nutrirli al meglio quando vivono con noi?

Riccio africano, un animale molto amato

I motivi della diffusione di questa specie sono diversi. Il principale probabilmente è la somiglianza con Erinaceus europaeus, il riccio europeo (ne parlo qui).
Un animale molto amato che però, meglio ricordarlo, non può essere preso e tenuto in casa o confinato in un giardino da cui non possa uscire.
Dal punto di vista giuridico infatti è definito “bene indisponibile dello stato” ed è protetto perché fa parte della fauna selvatica: è un reato appropriarsene, ma anche se non lo fosse dal punto di vista legale lo sarebbe comunque da un punto di vista etico.
Perché mai dovremmo privare qualcun altro della libertà di vivere e muoversi come e dove vuole?

Proprio per questa somiglianza molte persone scelgono di adottare un riccio africano.
Ma anche se sono simili nell’aspetto, non lo sono affatto per esigenze etologiche: in molti casi vengono commessi gravi errori di gestione nel pensare che si tratti di specie con esigenze simili.

Una delle differenze di cui tenere conto è l’intervallo di temperatura ottimale al quale devono vivere, che va dai 25 ai 30°C.
Il Riccio africano, proprio per le sue origini, non può andare in letargo durante l’inverno, pena gravi patologie che possono anche determinare esiti fatali.

Atelerix albiventris, questo il nome scientifico, abita molte zone dell’Africa centrale e orientale, è un animale notturno, che trascorre le giornate nascosto in gallerie e anfratti.
Dal crepuscolo all’alba “si attiva” e percorre lunghe distanze alla ricerca di invertebrati, in particolare lombrichi e lumache.
Sia i maschi che le femmine sono molto territoriali e vivono in solitudine, ad eccezione della stagione riproduttiva e dell’allevamento dei piccoli.
Altre caratteristiche di cui tenere conto per rispettarlo!

Alimentazione del Riccio africano

In Africa i Ricci africani si nutrono di molte varietà di invertebrati, di alcuni vegetali e occasionalmente anche di piccoli vertebrati. Hanno un comportamento alimentare flessibile, opportunista, cibandosi in molti casi di animali trovati morti.
Non conosciamo nello specifico le loro esigenze nutrizionali.
In più il valore nutritivo degli invertebrati, anche di quelli noti, può essere molto variabile proprio perché si tratta di una specie che vive in un altro continente.

Come per altri animali insettivori è stato individuato un fabbisogno del 30-40% di proteine e 10-15%.
Sappiamo che hanno bisogno di più fibra rispetto a carnivori come cane e gatto, ma al tempo stesso la fibra vegetale in quantità troppo elevata, può dare problemi, come un’eccessiva fermentazione.
Questi animali infatti si sono evoluti per digerire in modo più efficace la chitina degli insetti.

Come per tutti gli altri animali anche per il Riccio africano l’alimentazione dev’essere completa e bilanciata, fresca e varia.

Come possiamo nutrirli al meglio in ambito domestico?

Sono state consigliate per molti anni crocchette per gatti o alimenti per furetti, oggi però si ritiene che il loro contenuto in grassi sia eccessivo.
In commercio è possibile reperire una certa gamma di mangimi industriali per ricci ma anche in questo caso si tratta spesso di prodotti non adatti, soprattutto per la presenza di vegetali, frutta e frutta secca.

Una possibilità che oggi abbiamo è quella di inserire crocchette per cani a base di farina di insetti, che possono rappresentare la base dell’alimentazione e fornire una certa integrazione vitaminico-minerale.
A proposito di minerali quello da monitorare con più attenzione è il calcio: l’ipocalcemia è un’evenienza tutt’altro che rara in questa specie.

Ad ogni modo i mangimi secchi devono rappresentare solo la base della dieta, che va arricchita con alimenti freschi, primi tra tutti gli insetti.

Tra questi è consigliabile mettere a disposizione:

  • Camole della farina
  • Camole del miele (non su base quotidiana per il contenuto calorico e lipidico)
  • Lombrichi
  • Grilli

In più è possibile aggiungere:

  • Piccole porzioni di carne cotta, preferibilmente bianca
  • Uovo sodo
  • Piccole quantità di verdure (fagioli, carote e zucchine lesse, piselli, vegetali a foglia verde)
  • Formaggi magri (attenzione però alle feci, possono provocare diarrea e in quel caso vanno eliminati)
  • Piccole quantità di frutta (mela, pera, uva, banana, frutti di bosco)

I ricci accettano mal volentieri cibi sconosciuti, pertanto potrebbe essere necessario un periodo di introduzione graduale per abituarli alle novità.
I cibi freschi in ogni caso vanno dati la sera e la mattina tutti i residui vanno rimossi.

Latte, frutta secca, carne e uova crude sono da evitare, così come prodotti contenenti cereali e semi, oppure dolciumi.

Può essere consigliabile un supplemento di calcio, soprattutto in alcune fasi fisiologiche come la crescita e la gravidanza/allattamento nelle quali l’alimento non andrà razionato ma lasciato a disposizione.
L’acqua dev’essere sempre presente, fresca e pulita.
E considerando che non tutti i ricci si adattano a bere dai beverini a sifone è opportuno fornire anche una ciotola, scegliendone una che non possa essere rovesciata facilmente.

Dieta equilibrata, uno strumento di prevenzione e salute

Una dieta equilibrata è essenziale per mantenere una buona condizione di salute e benessere, per tutte le specie. L’obiettivo è quello di fornire ad ogni individuo la giusta quantità di nutrienti per un funzionamento ottimale dell’intero organismo. 

Al tempo stesso il cibo deve essere fonte di appagamento anche dal punto di vista sensoriale ed emozionale: per questo è importante che la dieta sia per quanto possibile fresca e varia.

Evitiamo la somministrazione di alimenti zuccherati e processati, poiché possono provocare non solo sovrappeso ma anche altri problemi di salute e un aumento nel rischio di incorrere in patologie croniche. 

Senza mai dimenticare che adottare un animale è una scelta, da compiere con serietà e consapevolezza: il Riccio africano ha esigenze molto particolari, anche in termini nutrizionali: se pensiamo di non riuscire a soddisfarle, qualunque sia il motivo, non adottiamoli.
È la cosa migliore che possiamo fare per loro!

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Cinzia Ciarmatori

Cinzia Ciarmatori

Sono Cinzia Ciarmatori e ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo. Leggi di più