10 Lug 2024

Dermatite atopica del cane. Sintomi, diagnosi e cura integrata.

La dermatite atopica del cane è una patologia che provoca prurito e infiammazione della cute e può causare notevole disagio sia agli animali che ai loro famigliari.

Quando possiamo sospettare una dermatite atopica? Come si arriva alla diagnosi e come possiamo affrontarla dal punto di vista terapeutico con un approccio di cura integrato?

Che cos’è la dermatite atopica?

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle, causata da difetti nella funzione di barriera e protezione della cute e al tempo stesso da iperreattività del sistema immunitario.

Questo determina la sensibilizzazione a diverse sostanze sia di natura alimentare che ambientale: polline, acari della polvere, funghi e lieviti, alcune piante ed alberi come cipresso e betulla, diverse tipologie di alimenti ma anche di additivi, conservanti e prodotti chimici.

I cani affetti sviluppano prurito intenso, arrossamenti e lesioni cutanee, otiti. In alcuni casi, infezioni secondarie legate all’infiammazione cronica e ai danni da leccamento e grattamento.

Cause di dermatite atopica

La dermatite atopica del cane è dunque una condizione multifattoriale, che coinvolge una predisposizione genetica, fattori ambientali e alterazioni del sistema immunitario.

I sintomi possono essere più frequenti o più gravi in alcune stagioni, in risposta a pollini e erbe, oppure presenti tutto l’anno come nel caso di sensibilizzazione agli acari della polvere.

Una conseguenza frequente della dermatite atopica è la presenza di elevate concentrazioni di Malassezia (ne parlo qui).

Diffusione e predisposizione di razza

La dermatite atopica ha una diffusione che varia dal 10% al 15% della popolazione canina, a seconda delle aree geografiche e delle razze.
A proposito di razze le più predisposte sembrerebbero Labrador e Golden Retriever, il Bouledogue Francese, il West Highland White Terrier ma anche Boxer e Pastore tedesco.

Sintomi e diagnosi di dermatite atopica del cane

Va detto subito che non è così semplice arrivare alla diagnosi.
Si inizia con la raccolta di un’anamnesi dettagliata e con un esame clinico completo ed è fondamentale escludere altre cause di prurito e lesioni cutanee. Come quelle parassitarie (ad esempio allergia alle pulci e acari), infezioni batteriche e fungine e altre allergie alimentari, ambientali o da contatto.

Le zone del corpo più colpite sono le regioni intorno alla bocca e agli occhi, mani e piedi, spazi tra le dita, ascelle, orecchie, interno delle cosce e zona genitale.
Presentano all’inizio arrossamento, eritema, formazione di piccole papule.
Poi nel tempo la situazione si aggrava anche in seguito al costante grattamento: c’è perdita di pelo nelle zone più colpite, untuosità della cute e del mantello, cattivo odore (soprattutto in caso di presenza massiccia di malassezia).

Altri sintomi possibili sono rinite e congiuntivite allergica con iperlacrimazione, decolorazione o iperpigmentazione del pelo e della pelle, che può anche ispessirsi in alcune zone.
Più raramente asma.

Ci sono alcuni fattori comuni che possono aiutare nella diagnosi, ma potrebbero comunque non essere sufficienti.
Tra questi:

  • Il cane comincia a presentare sintomi prima dei tre anni
  • Soffre di infezioni batteriche o presenza di lieviti (come la malassezia) ricorrenti
  • Nelle prime fasi ci può essere prurito senza alcuna lesione
  • Sono coinvolti gli arti anteriori
  • Possono essere presenti infiammazioni del padiglione auricolare
  • La zona dorso-lombare di solito non è coinvolta

Test Allergici

I test allergici, come il test intradermico o i test sierologici, possono aiutare a identificare gli allergeni specifici responsabili della dermatite. Ma nessun test al momento è indicativo al 100% e i risultati devono sempre essere interpretati da medici veterinari esperti in dermatologia in combinazione con i segni clinici.

La dermatite atopica del cane è curabile?

Dal momento che si tratta di una patologia con più cause, su base genetica e con interessamento del sistema immunitario è molto importante farsi seguire da professionisti seri e competenti, che proporranno una serie di interventi terapeutici mirati.

Non esistono cure efficaci in tutti i casi e ogni paziente è diverso: per questo un approccio integrato e individualizzato può spesso fare la differenza.
Una prima fase di terapia deve occuparsi della gestione del prurito e delle lesioni conseguenti che potrebbero aver dato complicazioni batteriche o fungine.
In un secondo momento invece è importante mettere in atto sistemi di prevenzione e di cura per tenere più possibile sotto controllo eventuali ricadute.

Approccio di cura integrato: medicina veterinaria sinergica e sostenibile

Per trattare una patologia così complessa è molto importante agire da più fronti, con l’obiettivo di ridurre o meglio ancora eliminare i sintomi, migliorando nel contempo la qualità di vita (mettiamoci nei panni di un cane che vive giorno e notte sentendo un forte prurito).
Omeopatia, fitoterapia, oli essenziali possono essere di grande aiuto, anche nell’ottica di limitare più possibile l’uso per periodi prolungati di farmaci con effetti indesiderati non banali. Come i cortisonici, la ciclosporina e immunomodulanti presenti sul mercato da qualche anno, usati spesso con troppa leggerezza.

È fondamentale ricostruire la barriera cutanea per quanto possibile, con l’aiuto di shampoo, lozioni o altri prodotti topici a base di ceramidi, sfingosina e acidi grassi.

Potrebbe essere proposta l’immunoterapia, un trattamento a lungo termine per via iniettiva che può aiutare a desensibilizzare nei confronti di diversi allergeni.

L’alimentazione va curata in modo particolare, non solo se si sospettano reazioni avverse o allergie ad alimenti specifici, ma in tutti i casi.
Una dieta fresca, varia, bilanciata, ricca di acidi grassi essenziali Omega 3, con le giuste integrazioni funzionali, aiuta e sostiene l’organismo nel suo complesso: migliora le condizioni della cute, coadiuva il microbiota, sostiene e modula il sistema endocrino e immunitario, riduce o evita del tutto l’assunzione di cibi industriali ultraprocessati.

Anche l’ambiente e lo stile di vita devono essere curati, minimizzando per quanto possibile l’esposizione agli allergeni, tenendo sotto controllo l’eccesso di umidità della cute, mantenendola pulita e idratata, dedicando attenzione anche agli aspetti emozionali e di relazione.

Per concludere

La dermatite atopica del cane è una condizione complessa, che richiede una gestione seria e attenta.
Un approccio integrato che combina terapie sistemiche, trattamenti topici, dieta equilibrata e gestione ambientale ed emozionale può migliorare significativamente la qualità della vita dei cani che ne sono affetti.
Una diagnosi accurata e un approccio di cura individualizzato possono fare davvero la differenza.

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Cinzia Ciarmatori

Cinzia Ciarmatori

Sono Cinzia Ciarmatori e ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo. Leggi di più