Chi sono

Se hai scelto di vivere con altri animali so che prendertene cura è una priorità per te.
E lo stesso è per me.
Perché comprendo cosa significa condividere una parte del proprio viaggio con qualcuno con la coda, con le ali, con le squame, so quanto è importante che stia bene e quanto ci preoccupiamo se qualcosa non va.

Cani, gatti, conigli, furetti, pappagalli, rane, serpenti, tartarughe, non importa quanto sembriamo diversi. Quando conviviamo conta solo ciò che abbiamo in comune: il desiderio di stare bene, di fare e condividere esperienze, di crescere, imparare, emozionarci. Insieme.

Ecco perché ho scelto di diventare medico veterinario e di occuparmi non solo della salute di individui di altre specie, ma anche delle loro famiglie e dell’ambiente in cui tutti viviamo.

Cinzia Ciarmatori Medico Veterinario

Come sono arrivata qui?

Si pensa che la laurea in medicina veterinaria sia il punto d’arrivo, quello in cui dopo anni di studio ed esami infiniti finalmente consegui un titolo che ti permette di occuparti della salute di altri animali.

Da un certo punto di vista è così, ma non dal mio. Ogni traguardo, laurea compresa, è stato il punto da cui ripartire: ho preso ciò che mi era utile per fare un po’ di strada in più e ho messo in discussione il resto, per costruire passo dopo passo, obiettivo dopo obiettivo, una via per la cura in cui potesse confluire non solo quello che so, né solo quello che faccio, ma quello che sono.

Ecco perché oggi parlo di medicina veterinaria sinergica e sostenibile, perché in quell’espressione c’è sia quello che ho imparato e continuo ad imparare, sia quello che faccio e quello che sono:

c’è la medicina allopatica, che ho praticato e approfondito per molti anni

ci sono la medicina omeopatica e quella delle basse dosi

la fitoterapia e la floriterapia di Bach

c’è la nutrizione e la nutraceutica

la voglia di mettere in sinergia ed integrare più approcci di cura, più conoscenze, più esperienze

il desiderio di rimettere al centro gli individui, senza differenza di specie, e il loro benessere. Non i sintomi o le malattie

c’è la visione di una medicina che supporta la capacità degli organismi viventi di tornare in equilibrio, che la sostiene senza danneggiarla

E soprattutto ci sono il rispetto per l’ambiente e per la vita, la certezza di voler vivere da animale tra gli altri animali, imparando e crescendo, prendendomi cura e condividendo esperienza e conoscenza

Grazie ai master che ho conseguito ho costruito gradini da cui guardare al mondo in modo differente, con un punto di vista più ampio.

Da quello in Teledidattica applicata alle Scienze della Salute e Nuove tecnologie in Medicina ho capito l’importanza di pensare alla tecnologia come parte fondante della nostra cultura ma senza per questo doverla subire in modo acritico, anche in ambito medico.

Il master in PNEI e Neuroscienze mi ha fornito una cornice fondamentale per un approccio alla cura profondamente radicato in saperi antichi, sacri, ma in grado di parlare la lingua delle scienze, della medicina moderna.

Infine, quello in Filosofia dell’etologia ed Etica ambientale ha trasformato profondamente chi sono e chi voglio essere, come donna e come medico veterinario.

Ho sempre scelto un approccio scientifico, nel senso più ampio del termine.
Mi sono formata in ambito accademico, ho seguito percorsi di formazione nazionali e internazionali, mi sono confrontata e mi confronto con professioniste e professionisti di tutto il mondo. Perché la medicina, che mi piace definire “la scienza del dubbio” prendendo in prestito le parole del medico e saggista Siddhartha Mukherjee, non è fatta di certezze assolute né di dogmi.

È piuttosto l’arte dell’esplorazione, la capacità di non accontentarsi delle risposte ma di continuare a fare domande, con serietà e responsabilità.
Facendo sempre attenzione ai pregiudizi, ai bias cognitivi, agli errori di interpretazione, alle variabili sociali e culturali che la scienza, ci piaccia o no, porta con sé.

Non amo i tentativi di semplificare la complessità: gli organismi viventi sono sistemi complessi e come tali vanno conosciuti e approcciati, anche da un punto di vista medico.

Non c’è mai una soluzione ad un problema né tantomeno una sola che vada bene per tutte e tutti.

Non mi piace il linguaggio bellico di un certo tipo di medicina, curare non è fare guerra a qualcosa o qualcuno, non è sterminare, non è neanche vincere o perdere.

Curare per me è non lasciare da solo nessuno. È raccontare cosa sta accadendo ai familiari dei miei pazienti, condividere con loro le possibilità di approccio, valutare insieme pro e contro, scegliere cosa, quando e come curare, assumendosi ognuno la propria responsabilità.

Ecco quindi cosa posso fare per te

e cosa non posso (e non voglio) fare

Posso aiutarti a scegliere il percorso di cura più adatto e darti tutte le indicazioni e i consigli pratici per metterlo in atto, ma NON posso farlo per te

Posso fornirti gli strumenti per comprendere cosa sta accadendo e cosa fare in autonomia, ma NON posso assisterti minuto per minuto nell’illusione che questo possa placare la tua ansia

Posso discutere e analizzare con te i motivi per cui consiglio una terapia piuttosto che un’altra ma NON posso entrare nel merito di ogni consiglio generico (e troppo spesso sconsiderato) che ricevi in internet da presunti esperti

Posso rispondere a molte domande ma NON conosco tutte le risposte.
Quando non so, te lo dico e mi informo!

Se cerchi risposte generiche e consigli gratuiti, se non consideri l’unicità dell’animale con cui vivi e non te ne preoccupi tranne quando le situazioni precipitano e diventano gravi ed urgenti, decisamente NON faccio per te!

Cosa possiamo fare insieme?