Margherita e gli amici di Alma Libre

Il rifugio antispecista Alma Libre

Margherita mi guarda appena quando supero il cancello e divento sua ospite. 
Muove le orecchie nella mia direzione, apre e chiude le palpebre dalle lunghe ciglia bionde.

Shiva e Ferdinand alzano la testa, mi scrutano, poi tornano a mangiare. Ma non mi perdono di vista.

“Il rifugio nasce proprio grazie a Shiva la capra e Ferdinand la pecora” mi racconta Barbara “sono arrivati a cinque giorni di vita. Ferdinand sarebbe stato ucciso dopo 10 giorni, era tempo di pranzo pasquale… Shiva invece doveva sopravvivere per diventare fattrice, avrebbe partorito più e più volte senza poter mai crescere i suoi figli e le sue figlie.

Collaboravo da tre anni con il rifugio Ippoasi di Pisa all’epoca, e ho capito che avrei dovuto creare un altro spazio, donare la terra a chi ne ha diritto.

 

Ferdinand

Ferdinand

 

Con Shiva e Ferdinand è nata anche l’associazione Alba Libre, che oggi è una Onlus e ci permette di dare una nuova possibilità ad individui come loro, rifugiati e rifugiate”.

 

E Margherita?

“Margherita è qui perché dopo poco tempo dall’apertura del rifugio un’altra associazione ci ha contattato per chiederci se potevamo accogliere un maialino o una maialina che sarebbero stati il “premio” di una lotteria di un’azienda agricola, sempre nel periodo pasquale.

Ovviamente il premio sarebbe stato consegnato sottoforma di 15 kg di carne…

Abbiamo subito dato la nostra disponibilità e siamo andate poco fuori Milano, in questa azienda. Per la prima volta nella mia vita ho visto cose che non posso più dimenticare, che mi tolgono il sonno.
Continuo a chiedermi come la mente umana possa anche solo concepire simili mostruosità, di una crudeltà aberrante.

In questo luogo vive la famiglia che lo dirige, che si occupa di detenere gli animali, ucciderli e trasformare i loro corpi in salumi. Proprio davanti alla rampa che conduce gli animali al macello c’è un’altalena per bambini, una normalizzazione della violenza che mi ha fatto accapponare la pelle…

Con un gran senso dell’umorismo il proprietario dell’azienda ci ha chiesto se volevamo il maiale vivo o macellato e siamo state costrette a scegliere tra un maschio e una femmina.

Non riuscivo a togliermi dalla testa la visione delle gabbie di contenimento, in cui le femmine che partoriscono vengono detenute per almeno 5 anni in modo che non siano direttamente a contatto con i figli se non per l’allattamento. Sono così piccole e strette che non si possono neanche girare.

I maschi a 5 o 6 mesi vengono uccisi. Non credo che molti sappiano che gli animali che mangiano sono quasi tutti cuccioli…”

 

Margherita si avvicina, sa benissimo che parliamo di lei, viene a reclamare attenzione.
Viene a dirci forse, a modo suo, che ora è qui, è amata e protetta. La accarezzo, mi guarda negli occhi, mi si appoggia sulle gambe.

“Se mi vede dedicare attenzione agli altri e alle altre” continua Barbara “non è per niente contenta! Li caccia via, oppure si stende sulla paglia con gli occhi chiusi, ma lo capisci dal movimento delle orecchie che continua a controllare la situazione!

 

Luce e Root

Lei invece è Luce” dice Barbara indicando la mucca alle mie spalle “vive qui insieme a Root, la mucca che vedi laggiù.

luce

Luce

 

Luce è molto attenta, non si lascia avvicinare volentieri, non ama essere toccata. 
Ha tre anni ed è qui da qualche mese.
Due settimane prima del suo arrivo ha partorito e suo figlio è nato morto… Quando è arrivata aveva ancora il latte, che doveva essere per suo figlio e invece sarebbe stato destinato ai supermercati. 

Le mucche sono creature incredibili, solidali, creano legami e relazioni profonde con tutti e tutte.

Se qualcuno viene qui e conoscendo Margherita, Shiva, Luce, Giustino, Ruth e gli altri prende coscienza del fatto che sono individui, con il nostro stesso diritto di vivere, giocare, relazionarsi, invecchiare, sono già contenta.

Quando arrivano non sanno chi sono, ma ognuno con i suoi tempi in qualche modo rinasce, ho l’impressione che si squarci il “guscio” che li imprigiona.

Noi di Alma Libre non siamo animaliste, siamo antispeciste e siamo convinte che il tempo per discutere dei diritti di tutti sia giunto.”

 

Margherita grugnisce, immagino sia d’accordo con noi.

L’accarezzo ancora, ringrazio Barbara e tutte le donne che mettono a disposizione il loro tempo e le loro risorse per gli oltre cinquanta animali che vivono qui. 

 

E uscendo penso ad una riflessione del filosofo Aldo Capitini – Finora si è considerato il campo animale come un campo libero dove uno potesse portare strage; la non violenza inizia il piano di un accordo col campo animale, che potrà arrivare molto lontano

 

Per conoscere meglio Alma Libre e conoscere tutti i modi per aiutare Margherita, Shiva, Ferdinand, Ruth, Luce e tutti gli altri:

 

Telefono 339.2643024

Mail rifugio.almalibre@gmail.com

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