Medicina veterinaria sinergica e sostenibile

la mia visione per la cura

Se vivi con un animale, che sia cane, gatto, coniglio, pappagallo o chiunque altro non fa differenza.
Quello che sai è che unico.
Lo è per personalità, esperienze, comportamento, per ciò che ama e ciò che detesta.
È unico anche nel modo di mostrare sintomi, nell’ammalarsi.
Perché non dovrebbe esserlo dunque anche per l’approccio alla cura?

Nessun animale è uguale ad un altro, basta guardarci per capirlo.
Ecco perché parlo di medicina sinergica e sostenibile.

SINERGICA

Sinergia è ciò che si crea mettendo in relazione, unendo, rendendo complementari strumenti di cura e prevenzione diversi: omeopatia, fitoterapia, nutrizione e nutraceutica, floriterapia.
Il vantaggio? Rendere la terapia individualizzata, centrata sul paziente. E ottenere risultati che sono più della somma delle singole componenti.

Sinergica è anche la relazione che si crea tra me e i famigliari del paziente: perché è basata sulla fiducia reciproca, sul mettere a disposizione da un lato conoscenza ed esperienza medica, dall’altra la volontà di fare il massimo, l’impegno e la responsabilità nei confronti dei propri ospiti con il pelo, le penne, le squame o le scaglie.

Una relazione che entra a far parte a tutti gli effetti del processo di cura.

Sinergica è anche la collaborazione. Non solo con le colleghe e colleghi curanti, ma anche con chi possa metterci a disposizione le proprie conoscenze ed esperienze in campi differenti: oncologia, medicina comportamentale, educazione cinofila, sono tanti gli ambiti in cui possiamo chiedere un aiuto ulteriore!

SOSTENIBILE

Sostenibilità è una delle mie parole d’ordine, perché implica rispetto ed attenzione.
Per questo quando decido che strumenti di cura consigliare penso sia alla scelta migliore per quel paziente in quel momento della propria vita che per la famiglia con cui abita, per l’ambiente domestico e per quello in cui viviamo noi e tutte le altre creature viventi.

Perché ogni farmaco, ogni terapia, ogni intervento di cura ha pro e contro, vantaggi e svantaggi che vanno sempre considerati.
La medicina industriale, quella che definiamo occidentale e ufficiale, ha un impatto inquinante di sempre più vaste dimensioni.
I farmaci possono essere eliminati con le feci e con le urine in forme ancora attive e provocano conseguenze sia sugli ambienti marini che terrestri.
L’impronta ecologica è enorme: prodotti, attività, tecnologie, risorse ed energia richieste, rifiuti generati.

Per me, che mi occupo di cura, è imprescindibile dare valore alla salute dei singoli tanto quanto delle comunità e degli ecosistemi.
Non c’è salute in un pianeta ammalato.

Sostenibili voglio che siano anche le relazioni con i famigliari dei miei pazienti.
Sia per me che per loro.
Per questo scelgo strumenti di comunicazione che uniscano ma non per questo invadano, racconto cosa sta accadendo e cosa possiamo fare insieme, metto tutte e tutti nelle condizioni di comprendere e scegliere.

Qual è il percorso che fa per te?