Fitoterapia veterinaria

La fitoterapia è probabilmente una delle forme più antiche di terapia.
Gli animali sanno come curarsi, scegliendo di assumere determinate piante o parti di esse.
Noi abbiamo fatto lo stesso, magari proprio imitando chi lo faceva già molto prima della nostra comparsa sul pianeta.

La medicina popolare si avvale della cura con le erbe da tempi immemori e fa parte delle culture di popolazioni di ogni luogo. Oggi le scienze non fanno che dimostrare con sempre maggior precisione perché quelle sostanze, utilizzate in modo empirico da millenni, siano efficaci.

Molti farmaci di sintesi sono nati proprio isolando alcuni principi attivi dai vegetali e replicandoli in laboratorio.
Si sono rivelati senz’altro utili in molti casi e lo sono ancora, ma hanno perso un aspetto che rimane invece integro nella fitoterapia: l’effetto entourage, quella capacità che hanno sostanze di natura diversa presenti nella stessa pianta di lavorare in sinergia tra loro, potenziando l’effetto terapeutico e limitando quello tossico.

Fenoli e polifenoli, terpeni, resine, alcaloidi, glicosidi e tanti altri ancora svolgono ruoli difensivi per gli organismi vegetali e sono in grado di farlo, se usati nella giusta dose e per tempi e nella forma corretti, anche per gli animali.

Hanno proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie, antidolorifiche, lavorano sul sistema endocrino, modulano il sistema immunitario, sono di grande aiuto per tutte le patologie acute e croniche: non c’è organo o apparato che non possa beneficiare della fitoterapia.

Anche gli OLI ESSENZIALI, il cui uso in medicina è noto come aromaterapia, possono essere impiegati in medicina veterinaria per moltissime patologie, sia come unica terapia che in sinergia con altri sistemi di cura.
Facendo attenzione però al fatto che si tratta di sostanze molto potenti, che vanno diluite nel modo corretto e somministrate con modalità differenti per ogni specie.
Gli altri animali hanno sistemi sensoriali diversi dai nostri, l’olfatto per molti è più sviluppato e non tutti gli oli possono essere utilizzati.

Quando parliamo di fitoterapia ci riferiamo anche alla CANNABIS MEDICINALE, cioè all’uso terapeutico della cannabis in genere nelle sue varianti sativa o indica.
Una pianta maestra, secondo alcuni, senza dubbio con grandi proprietà e potenzialità di cura per molte patologie.
È ben noto, tra gli altri, il potere antinfiammatorio, antidolorifico, antineoplastico di una delle piante più discusse e osteggiate della storia, il cui uso in medicina veterinaria è sempre più diffuso proprio per le evidenze cliniche e di laboratorio.

Dalla gastroenterologia all’oncologia, dalla neurologia alle patologie allergiche e autoimmuni, dalla medicina comportamentale all’ortopedia, dalla dermatologia alla nutrizione, non c’è branca della medicina o malattie per le quali non venga utilizzata o consigliata.
Non perché sia la panacea di tutti i mali, non lo è senza dubbio, ma piuttosto perché può essere di grande aiuto in molte situazioni, anche in integrazione a terapie convenzionali e non.

In seno alla fitoterapia consideriamo anche la MICOTERAPIA, l’impiego dei funghi medicinali, anche se i funghi non sono piante ma appartengono ad un regno proprio.

I funghi medicinali sono impiegati per la cura da oltre 5.000 anni e recentemente hanno acquisito un ruolo importante anche in medicina veterinaria.

Alcuni, come Cordyceps sinensis, Hericium erinaceus, Chaga, Reishi e Shitake sono ormai ben noti, ma ce ne sono molti altri e scegliere quelli giusti per ogni situazione patologica ed ogni individuo richiede profonda conoscenza.

La micoterapia è una forma di cura di grande rilevanza, con effetti terapeutici che coinvolgono l’intero organismo. In molti casi può fare la differenza e non includerla tra i propri strumenti di cura sarebbe davvero un errore.

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