PNEI

PNEI è l’acronimo di Psico Neuro Endocrino Immunologia, una disciplina scientifica che ha iniziato il suo cammino negli anni Trenta del Novecento, grazie alle ricerche sullo stress condotte da Hans Selye.
I suoi studi hanno rivoluzionato le conoscenze dell’epoca, ma la rivoluzione è ancora in atto: per la prima volta è stato dimostrato lo stretto legame tra sistemi e apparati che si pensavano distinti e separati: psiche, sistema nervoso, endocrino e immunitario comunicano tra loro e si condizionano a vicenda, in risposta agli stimoli esterni ma anche interni agli organismi.

Le più grandi scoperte dell’endocrinologia, immunologia e neuroscienze convergono nella PNEI, confermando quello che tradizioni di cura millenarie sapevano già: le emozioni degli animali condizionano il corpo e viceversa.

È la scienza che studia le interazioni bidirezionali tra la psiche e altri sistemi biologici, in particolare quello neurologico, endocrino e immunitario.
Il sistema nervoso per secoli è stato considerato inaccessibile dal resto del corpo, anche per motivi prettamente filosofici o religiosi e culturali.
Oggi sappiamo che c’è uno scambio continuo di informazioni in entrambe le direzioni.
Il sistema nervoso centrale comunica con tutto il resto dell’organismo e viceversa, modulando ininterrottamente lo scenario interno in funzione degli stimoli esterni.

Un ruolo fondamentale, anche dal punto di vista dell’evoluzione, è quello delle emozioni, intese come processi interiori indotti da stimoli esterni rilevanti per l’individuo.
Rabbia, paura, disgusto, felicità, sorpresa e tristezza, solo per citare quelle primarie, determinano precise risposte fisiologiche. Si accompagnano a sensazioni soggettive mediate dall’esperienza, comportamenti espressivi (postura, emissioni vocali, movimenti del corpo) e cambiamenti ormonali che a loro volta condizionano il sistema immunitario.

Ecco perché lo stress induce immunodepressione e rende più vulnerabili alle malattie!

Oggi consideriamo normale parlare di emozioni anche per gli altri animali.
Eppure per secoli la scienza li ha considerati alla stregua di macchine governate unicamente dagli istinti.
Nonostante il saggio di Charles Darwin intitolato L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali sia del 1872 (e già Aristotele in qualche modo ne parlava intorno al 300 a.C.), c’è voluto molto tempo perché il mondo accademico accettasse l’idea che la nostra non è l’unica specie in grado di provare emozioni.
E c’è ancora moltissimo lavoro da fare.

Quello che è certo però è che le neuroscienze ci dicono in modo inequivocabile che gli organismi complessi si sono evoluti proprio grazie alle emozioni, la paura in particolare.
Il corpo infatti si prepara all’azione quando percepisce una minaccia nell’ambiente. Il battito cardiaco accelera, il sangue dalla superficie e dall’apparato digerente si sposta verso i muscoli degli arti, pronti ad attaccare, fuggire o immobilizzarci.

In più le parti più antiche del cervello non fanno distinzione tra minacce esterne o interne, come i ricordi del passato o le preoccupazioni per il futuro. Il legame tra corpo e mente è bidirezionale, una danza che regola l’intera esistenza sia umana che animale.

Gli organismi animali sono sistemi strutturati e interconnessi, reti complesse di informazioni e la PNEI ci fornisce una chiave interpretativa unica, in grado di superare molti errori del passato.
La visione cartesiana, meccanicistica ha indotto a pensare ai corpi degli animali come ad un insieme di organi e apparati indipendenti, macchine incapaci di provare dolore.
La filosofia ha mantenuto a lungo la separazione tra corpo e mente, mentre medicina e psicologia sono state ritenute discipline senza punti di contatto.

Oggi sappiamo che i sistemi psichici e biologici si condizionano reciprocamente e possiamo prospettare anche in medicina veterinaria nuovi approcci integrati alla prevenzione e alla cura delle malattie, soprattutto quelle croniche.

La PNEI dunque cambia il modello di ricerca e l’interpretazione dei concetti di salute e malattia e spalanca la porta ad un approccio integrato alla cura. Intesa anche in termini di prevenzione.
Intervenire in modo efficace e sinergico sull’alimentazione, l’ambiente e lo stile di vita, sulla qualità delle relazioni è imprescindibile in un processo di cura: questa è la PNEI e questo è il motivo per cui è la mappa sulla quale mi muovo per costruire qualunque percorso terapeutico per i miei pazienti!

Contattami per informazioni