Teo, Dexter e Olga, i bagnini che preferisco!

Una mattina su una spiaggia toscana la mia attenzione è stata attratta da un’insolita presenza, anzi, più di una!
Teo, Dexter e Olga, due Golden Retriever e una Labrador in tenuta da “bagnini” scrutavano frementi tra le onde alla ricerca di qualcuno che avesse bisogno del loro aiuto, con i loro compagni umani accanto.
Non ho potuto fare a meno di avvicinarmi per conoscerli meglio e ne ho approfittato per approfondire la loro storia, grazie al comandante degli equipaggi Massimiliano Gatoni.
Teo

Teo in acqua

Com’è nata l’associazione UCSN?

L’associazione nasce nel 2017 con un gruppo formato da cinque persone: il presidente, il vicepresidente, un commissario, un addetto alla contabilità e uno alle pubbliche relazioni.
Devo precisare che io vengo già da un’altra associazione che svolgeva questo tipo di attività, sono un addestratore di  UCSN e CSEN. Oltre ad essere istruttore sono anche il comandante di tutte le unità cinofile da salvataggio, quindi sono il responsabile Nazionale.
L’associazione è nata da una mia idea, avendo una visione molto diversa di come si addestrano delle unità da salvataggio mi sono detto – perché no? – voglio creare una cosa in linea con me.
Ne ho parlato con alcuni amici e abbiamo deciso di lanciarci in questa avventura!
Il problema è che quest’avventura sta diventando quasi un lavoro, perché oltre alla Toscana ci sono aggiunte altre sezioni in varie regioni.
Stiamo parlando di Emilia-Romagna, Sardegna, Lazio e Veneto.
E altre che si stanno via via aggiungendo.
Ma la spinta vera e propria è la passione, quando si lavora con il proprio cane in acqua non si riesce più a smettere!
Difficile da spiegare, devi sperimentarlo per avere un’idea di cosa si prova nel lavorare con il proprio cane accanto…
gruppo-ucsn

C’è una selezione preliminare per la scelta dei cani da salvataggio in mare?

Non c’è una scelta vera e propria.
Logicamente il cane per poter svolgere questa attività deve raggiungere un peso non inferiore ai 28 kg, altrimenti non ce la farebbe a tirar fuori due persone dall’acqua.
Sono richieste particolari doti di forza fisica, anche perché in alcune delle nostre prove è necessario trascinare a riva un patino con due persone sopra.
In generale le nostre prove di lavoro richiedono forza, quindi se il cane non ha determinate caratteristiche fisiche difficilmente potrà fare un recupero.

Quanto conta la razza e quanto la predisposizione individuale?

Certo, la razza è importante, e quelle maggiormente scelte per questo tipo di attività sono il Golden Retriever, il Labrador e il Terranova.
Alcune razze sono più predisposte anche da un punto di vista anatomico, perché hanno zampe “palmate”.
In generale comunque possono diventare cani da soccorso in mare individui da 30 kg in su che dimostrino una certa “acquaticità”.
Abbiamo avuto in nei corsi di addestramento anche Lupi cecoslovacchi, a dimostrazione che la scelta ricade su animali predisposti all’acqua, con buone capacità di nuoto orizzontale e dotati di forza fisica.

Che percorso formativo è necessario sia per gli animali che per i conduttori?

Un percorso formativo è fondamentale.
Si parte dalla formazione di base a terra, utile anche a rafforzare il legame e la fiducia tra conduttore o conduttrice e cane.
Poi si passa agli esercizi in acqua, sempre per il binomio cane-conduttore.
La prima fase è quella del brevetto sportivo, la seconda fase è quella che rilascia invece il brevetto operativo.
Con il brevetto sportivo, anche se il tipo di attività svolte è lo stesso, non si può per legge essere operativi in spiaggia.
Si potranno però effettuare dimostrazioni, o gare nel circuito di appartenenza.
Il brevetto operativo richiede di diventare anche assistente bagnante, perché per essere operativi e fare il pattugliamento in spiaggia la legge richiede di avere sia il brevetto di unità cinofila di salvataggio che quello di bagnino.
Questo criterio è valido per tutte le associazioni, nessuno esclusa.
Essere operativi vuol dire lavorare sulle spiagge, in collaborazione con vari enti: Guardia costiera, Protezione civile e amministrazioni comunali per dirne alcuni, come facciamo sulla spiaggia di Cecina.

Quanto conta la relazione tra cane e conduttore?

Moltissimo. La relazione si instaura con le fasi di addestramento ma anche vivendo e lavorando insieme giorno dopo giorno.
Per avere un binomio perfetto, come dico sempre, è necessario lavorare molto, da tanti punti di vista.
La relazione si basa sulla fiducia reciproca.
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Come viene accolta la presenza dei cani in spiaggia?

Beh non c’è una risposta univoca perché c’è grande differenza tra regione e regione e magari anche da un comune all’altro…
Diciamo che in generale  il 90% è favorevole quando facciamo pattugliamento.
Se ci muoviamo dalla postazione e andiamo sul lungomare ci fermano continuamente: tutti vogliono fare foto, toccare i cani, accarezzarli.
A volte però capita anche, com’è successo in Sardegna, di veder arrivare i vigili chiamati da qualcuno nonostante l’autorizzazione della Capitaneria di porto!
Ovviamente quando arrivano sanno già che chi è in possesso dei brevetti può svolgere attività di salvataggio con i cani in spiaggia e dopo fatto i vari controlli ci scappa sempre la fotografia insieme.
Diciamo quindi che per fortuna siamo quasi sempre ben accetti…

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